Proprio mentre il sito della transizione del presidente-eletto sceglie le licenze Creative Commons, un gruppo di web-attivisti gli invia una lettera aperta chiedendo che vengano sempre rispettati i principi per un open government.
Un "governo aperto". Tra tutte le speranze messianiche di cui è investito il presidente-eletto Barack Obama quella dell'open government sembra la più banale ma anche la meno chiara. Cosa si intende esattamente con questa espressione? Sappiamo che la nuova amministrazione gestirà il periodo di transizione anche attraverso un apposito sito, Change.gov, aperto ai contributi dei cittadini. Ma da qualche giorno il sito è anche aperto dal punto di vista legale, perché ha abbandonato il tradizionale copyright ("tutti i diritti riservati") per una licenza Creative Commons, in particolare per la Attribution 3.0, la più libera del pacchetto CC. Questa permette infatti ai visitatori di copiare, distribuire, mostrare, eseguire e remixare i materiali del sito, fatta salva l'attribuzione.
Lawrence Lessig, il professore di diritto tra i fondatori delle Creative Commons, ha ovviamente salutato l'evento con soddisfazione. Ma non ha perso tempo ed ha subito rilanciato.
Ieri il gruppo OpenGovernment.us – composto dallo stesso Lessig, dagli attivisti di MoveOn.org, dall'evangelista del web 2.0 Tim O'Reilly, dalla Sunlight Foundation e da altri ancora – ha inviato alla squadra di Obama una lettera aperta, in cui si chiede che vengano sempre adottati tre principi-base per agevolare la condivisione e la circolazione dei contenuti creati durante il periodo di transizione.
I 3 principi per una transizione aperta sono dunque i seguenti:
1) Nessuna barriera legale alla condivisione – Un principio che si segue adottando licenze CC come ha appena fatto il sito Change.gov.
2) Nessuna barriera tecnologica alla condivisione – Ovvero, le CC non bastano, bisogna anche che non vi siano laccioli tecnologici. Un esempio per tutti è YouTube che non permette di scaricare i video. Dunque è importante utilizzare canali, piattaforme e formati che rendano agevole per tutti gli utenti l'accesso ai contenuti.
3) Libera competizione – Ciò significa non privilegiare un servizio commerciale a scapito di altri, o entità commerciali a svantaggio di altre non commerciali.
Di fronte alle sfide epocali che dovrà fronteggiare la nuova amministrazione queste osservazioni possono sembrare, ad alcuni, delle quisquilie. E tuttavia, come conclude la lettera a Obama, "noi riteniamo che questi valori dovrebbero guidare ogni aspetto della transizione e anche del nuovo governo. Crediamo inoltre che siano coerenti con gli ideali che il presidente-eletto Obama ha reso così centrali nella sua campagna".
La rete continua dunque ad accompagnare (e talvolta a marcare stretto) Obama anche da presidente, proponendosi addirittura come sistema di valori su cui modellare la più ampia azione politica. In fondo era il minimo che ci si potesse aspettare.
INVECE Mercoledì 03 dicembre 2008 - 14:25 (470 giorni fa)
Argomenti trattati: politica, web politica
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