Nasce il PD di Veltroni, ma non su internet

Il partito democratico di Walter Veltroni nasce sotto le parole d'ordine innovazione e novità. Ma, per ora, su internet le informazioni sul futuro partito sono spezzettate in una confusa galassia di siti dai nomi simili e collegati in modo poco chiaro. Per capirci qualcosa non resta che Wikipedia.

Walter VeltroniUnire le forze riformiste e l'Italia, ridare speranza ai giovani combattendo la precarietà, difendere l'ambiente, mettere scuola e formazione al centro, senza dimenticare il bisogno di sicurezza dei cittadini.

Il sindaco di Roma Walter Veltroni, leader in pectore del nascente Partito Democratico, declina così la lista di priorità per combattere l'antipolitica e risollevare le sorti del paese. Ma sono soprattutto due le parole chiave che scandiscono il discorso del candidato alla segreteria del PD tenuto a Torino: innovazione e novità. Il PD deve essere «il partito del nuovo millennio, che non nasce dal nulla ma che è del tutto nuovo».

Se nelle frasi del sindaco capitolino il Partito Democratico prende dunque forma e anima, quei cittadini che, sulla spinta di curiosità o dell'entusiasmo suscitato dal discorso di Veltroni, volessero capirne di più navigando in rete si troverebbero davanti a qualcosa di così nuovo da essere del tutto inesistente.

Online la casa dei democratici è infatti un miraggio che tremola sull'orizzonte del web, un mosaico che si scompone in diverse tessere e che sta al navigatore ripercorrere e ricostruire saltabeccando da un sito all'altro.

Il primo risultato di Google porta infatti a Perilpartitodemocratico.it, sito dell'Associazione per il PD. Un sito abbastanza aggiornato, con appuntamenti e documenti, ma non esattamente il portale ufficiale del PD. A spulciare i link del motore di ricerca, però, ci si imbatte anche in un altro sito intitolato Associazione per il PD, con diverso url: Primariepd.org.

Arrivandoci per altre vie, si scopre poi che esiste anche un ulteriore indirizzo: Apditalia.org. Ma che differenza c'è tra le due Associazioni? Uno dei membri ci spiega che il primo (Perilpartitodemocratico.it) è il «sito dell'associazione madre dell'associazionismo del PD», ora diventata un pensatoio; mentre il secondo, quello con doppia url (Apditalia.org), sarebbe invece l'associazione nazionale del PD, con un ruolo più politico. Entrambe si dovrebbero comunque sciogliere il 14 ottobre.

Così, proprio mentre il cybernauta, provato dal fitto intreccio di associazionismi, comincia lentamente a dipanare la matassa, ecco sbucare Il sito delle primarie, che sembra vivere di vita propria pur essendo ufficialmente parte del sito Apditalia.org, altresì detto Primariepd.org (che in home ha infatti un banner al roboante Portale delle primarie, che poi sarebbe una parte di se stesso).

Né in soccorso arrivano il Blogdemocratico.it, «uno spazio di discussione» online messo in piedi da esponenti milanesi del nascente PD. O il Progettodemocratico.net, un altro «spazio a disposizione del centrosinistra» di Lecco. O ancora il Partitodemocraticochevorrei.it, poco più di un'apparizione, un veloce fotogramma, un sogno (che, comunque, tiene a precisare di stare diventando Partitodemocraticochevogliamo.it, per stare al passo con i tempi).

Solo con la giusta imbeccata il navigatore in cerca del PD online potrebbe scoprire che è il sito Ulivo.it ad avere le informazioni e i documenti meglio strutturati sull'argomento (oltre a un conto alla rovescia al PD, ribattezzato però, kennedianamente, countdown). Il suddetto sito non è infatti citato nelle prime pagine di risultati di Google.

Insomma, una fatica colossale per scoprire che un luogo online ufficiale del PD ancora non esiste. Eppure, le parole di Dario Franceschini, probabile vice di Veltroni alla guida del PD, erano state molto incoraggianti riguardo l'interesse verso internet e la comunicazione online: «Internet vuol dire interazione, tutti possiamo ricevere ma anche produrre comuncazione – aveva detto qualche settimana fa a VisionPost – e questo è di per sé un valore democratico, che fa pensare all'Agorà, ad uno spazio permanente di confronto e dibattito». E ancora: «Adesso la nostra sfida è quella di costruire il Partito Democratico, e mi piace pensare che nasca un po' come Wikipedia, dove ognuno può aggiungere il proprio contributo».

Già, Wikipedia… Come abbiamo fatto a scordarcela? In attesa che il partito democratico diventi come la nota enciclopedia online ci affidiamo proprio a questa per mettere ordine nel disordine.

NOTIZIE Mercoledì 27 giugno 2007 - 19:17 (995 giorni fa)

Carola Frediani

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Argomenti trattati: web politica, Walter Veltroni, internet

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Commenti dei lettori

  • Gabriella Zonno
    Se è vero che non ci sono siti dedicati al Partito Democratico è altresì vero che ci sono alcuni blog, nati in modo spontaneo, per seguire le vicende del Partito Democratico. Sono delle piccole inziative, basate sulla buona volontà di chi gestisce i blog. Io sono una di queste persone e a riprova di ciò Vi mando il link del blog che curo: http://democraziadirettag.go.ilcannocchiale.it/ Distinti saluti, Gabriella Zonno p.s. per qualsiasi chiarimento fornisco anche la mia email: gabriella.zonno.13@alice.it
    30/06/2007 - 11:46

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