L'ateismo viaggia sul web

La lettera per lo sbattezzo sul sito dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti incontra un grande successo, al punto da meritare l'home page di Wired. E le statistiche sulle confessioni religiose mettono in crisi i dati dal Vaticano e sommuovono l'opinione pubblica brasiliana.

Il logo dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti

Non capita spesso che si parli di Italia su Wired, prestigiosa testata statunitense che si occupa di culture digitali. È successo ieri che un'iniziativa nostrana sia finita addirittura in prima pagina (cioè in home page). Si tratta dell'iniziativa dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar), che schiera tra le sue fila scienziati del calibro di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi. L'Uaar, dopo aver visto una battaglia legale nel 2002, è stata autorizzata a pubblicare una lettera attraverso cui i cattolici possono vanificare la scelta compiuta per loro dai genitori nel momento in cui sono stati battezzati.

"Gli accessi alla lettera hanno raggiunto quota 40 mila solo negli ultimi cinque mesi – dichiara Raffele Carcano, responsabile del sito – e le statistiche riportate da Wired (che di 30mila) sono datate, risalgono ad aprile". I download e la presentazione di sbattezzo sono invece duemilacinquecento al mese, per un totale di 13 mila negli ultimi cinque mesi. Il successo dell'Uaar è stato lento ma inesorabile, non disponendo di una sede fisica e tridimensionale tutta l'attività è concentrata sul sito web, e le visite continuano a crescere. Soprattutto da quando, grazie a una ricerca dello stesso Carcano, si è scoperto che le statistiche ufficiali della chiesa riguardo il numero di cattolici nel mondo erano sbagliate.

"Diciamo che le statistiche fornite dal Vaticano non sono scientificamente attendibili – prosegue con un velo di ironia Carcano – sono quantomeno opinabili". Ci sarebbero meno cattolici di quanto la chiesa pensi o voglia far pensare. L'idea di controllare le statistiche ufficiali sui credenti è venuta qualche tempo fa, con l'ingenua idea di depennare semplicemente gli sbattezzati. "Invece dando una lettura delle statistiche si trovavano strani numeri, addirittura a volte il numero dei neo-battezzati era superiore a quello dei nati nello stesso periodo" denuncia Carcano. Difficile dare spiegazione di un'anomalia del genere, a meno che qualche bimbo non sia stato battezzato due volte o che ci siano state conversioni al cattolicesimo di quella bassa percentuale di non iscritti ai registri dei sacramenti.

Lo studio di Carcano, in realtà disponibile dal 2006, ha conosciuto una certa fama in occasione della recente visita pontificia in Brasile, paese dove le varianti cristiane non cattoliche sono molte e dove la chiesa gioca una importante battaglia per la supremazia religiosa del popoloso paese. La Bbc ha trovato lo studio e lo ha divulgato seminando non poche polemiche nell'opinione pubblica brasiliana.

Lo stesso Carcano suggerisce un modo per dirimere una volta per tutte la questione sulle statistiche. "Bisognerebbe utilizzare il sistema adottato da Germani, Austria e Svizzera: anziché avere l'otto per mille, in quei paesi la confessione di fede avviene sempre sulla dichiarazione dei redditi ma non è obbligatoria. Chi vuole appoggiare una religione può farlo sborsando dei soldi (pochi in verità) che altrimenti si tiene in tasca". Il risultato? In Germania la principale scelta è ricaduta sull'ateismo, che batte sia la confessione cattolica che quella protestante.

NOTIZIE Venerdì 08 giugno 2007 - 08:01 (1183 giorni fa)

Gabriele De Palma

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Argomenti trattati: diversità, ricerca italiana, web politica, web2.0

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