La svolta di Lessig: dal copyright alla corruzione

Lawrence Lessig, massima autorità del diritto digitale, annuncia che dopo dieci anni di studi cambierà area di ricerca. Ispirato da Barack Obama e Al Gore si occuperà dell'influenza del denaro e delle lobby sulla politica. Lascia in eredità quattro libri, centinaia di conferenze e Creative Commons.

Lawrence Lessig«Il punto è che ho deciso di spostare il mio lavoro accademico, e presto il mio attivismo, dalle questioni che mi hanno consumato negli ultimi dieci anni verso una serie di nuovi argomenti». Così, sul suo blog Lawrence Lessig, professore presso la Stanford Law School, annuncia una svolta di carriera e di vita. Non più proprietà intellettuale, copyright e libertà di espressione nell'era digitale, temi su cui in questi dieci anni si è consacrato tra i massimi esperti mondiali, ma una nuova avventura su un terreno per lui inedito: quello dell'influenza del denaro sui processi decisionali della politica e dell'impatto negativo delle lobby sulla qualità del dibattito pubblico e sulla legislazione.

Avevo imparato tutto quello che potevo imparare sugli argomenti su cui avevo lavorato; forse era il momento di ricominciare da capo
Lawrence Lessig
Stanford Law School
L'annuncio che, nel caso di un altro accademico, non sarebbe mai diventato una notizia, è già al centro di un'estesa discussione nella blogosfera. Già perché, in rete e tra coloro che si occupano di questioni legate all'internet, Lessig non è uno studioso qualunque ma colui che più di ogni altro ha contribuito in questi anni a chiarificare, sistematizzare, approfondire le questioni legate alla circolazione della conoscenza e alla protezione legale della creatività in un mondo fatto di bit. In una parola, l'inventore del diritto digitale che nei suoi libri ed articoli ha dimostrato ripetutamente come leggi concepite in un'epoca precedente possono essere nocive per l'innovazione, denunciando il ruolo spesso repressivo delle grandi multinazionali dell'intrattenimento.

Al servizio di questa causa Lessig ha messo non solo il talento e il rigore del ricercatore ma, come accade nella migliore tradizione accademica americana, la passione dell'attivista. Una dedizione che lo ha portato a impegnarsi personalmente in una serie di cause giudiziarie (la più celebre di queste, Eldred vs Ashcroft in cui si metteva in dubbio la costituzionalità del Sonny Bono Copyright Extension Act che prolunga di 20 anni l'esercizio dei diritti d'autore) e a creare Creative Commons, associazione che sviluppa e promuove modalità più flessibili e aperte di gestione dei diritti d'autore.

Questa doppia linea di attività lo ha consacrato come punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati alla promozione di una cultura più libera e creativa. In rete e non. Il suo passaggio a nuovi temi è stato dunque accolto con comprensibile choc. Ma quali sono le motivazioni del cambiamento? Come aveva già spiegato nel suo intervento all'iCommons iSummit 07 il weekend scorso, a ispirare il mutamento di rotta sono stati, tra le altre cose, due politici. Il primo è Barack Obama, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, che nel suo libro L'audacia della speranza gli ha dato lo spunto per chiedersi se, dopo dieci anni spesi ad occuparsi di proprietà intellettuale, non fosse il tempo di un cambiamento. «Avevo imparato tutto quello che potevo imparare sugli argomenti su cui avevo lavorato [...] - spiega Lessig sul blog - forse era il momento di ricominciare da capo».
SOTTO LA LENTE

I libri di Lessig

Code and Other Laws of Cyberspace (2000), Basic Books, New York
 

The Future of Ideas (2001), Random House, New York
 

Free Culture (2004) Penguin Press, New York
 

Code: Version 2.0 (2006), Basic Books, New York
 

Altra fonte di ispirazione è venuta da Al Gore e da una sua conferenza sull'emergenza climatica in cui l'ex vicepresidente degli Stati Uniti insisteva sulle difficoltà da parte del sistema politico di concepire il riscaldamento globale come un problema. «La grossa questione in questo caso è quella che io chiamo "corruzione" del processo politico. Il fatto che il nostro governo non possa comprendere alcuni fatti di base quando alcuni interessi forti fanno pressioni per confonderlo». Il che, precisa Lessig, vale per il cambiamento del clima come per l'estensione dei diritti d'autore.

Insomma quello di cui Lessig si appresta ad occuparsi non sono tanto le "mazzette" quanto i meccanismi attraverso cui l'influenza strutturale e legale del denaro contribuisce alla mancata comprensione di "una questione in modo chiaro e semplice" da parte del pubblico, del governo e del parlamento.

Lessig non abbandonerà comunque Creative Commons, di cui resta amministratore delegato, e l'iCommons Project ma continuerà a fare attività di promozione per entrambe le organizzazioni.

Cesserà di fare conferenze sulla proprietà intellettuale e metterà tutte le sue presentazioni sull'argomento in un sito pubblico come ccMixter. Restano inoltre i suoi 4 libri, alcuni scaricabili gratuitamente in rete: Code, The future of ideas, Free culture, Code version 2.0.

NOTIZIE Mercoledì 20 giugno 2007 - 16:54 (1002 giorni fa)

Raffaele Mastrolonardo

Del.icio.us OkNotizie Segnalo Wikio

Argomenti trattati: Creative Commons, copyright, Lawrence Lessig, diritto d'autore

Pagina 1 di 1

Documenti allegati

Inoltre dal web

Commenti dei lettori

  • Nessun commento inserito

inserisci un commento

MEDIA VOTI UTENTI: 4 su 5

VOTA ANCHE TU

Ultimi articoli

La creatività degli appuntamenti al buio, con Chatroulette

In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....

Censura online: dal Web 2.0 al Controllo 2.0

Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...

Buone notizie dall'Afghanistan

Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...

Dipendenza da iPhone

Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...

Playstation Move, il controller di movimento della Sony

Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.

Public Data Explorer, tutti i dati del mondo

Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...

News correlate

  • e-Polis - 26 aprile 2007

    La grande ricchezza delle reti cooperanti

    Tra stato e mercato c'è un'alternativa: i commons. Lo afferma Yochai Benkler, autore del libro La Ricchezza della Rete. E' su questo tipo...
  • e-Polis - 12 giugno 2007

    YouTube filtra i video non autorizzati

    Una tecnologia disabilitante, che impedisca agli utenti di caricare su YouTube video protetti da copyright: arriverà questo autunno con il...
  • e-Polis - 7 giugno 2007

    Il popolo contro la Riaa

    L'associazione dell'industria musicale Usa incassa una storica sconfitta in tribunale. Anziché ottenere il patteggiamento dall'imputato che...
  • e-Polis - 28 maggio 2007

    Video web: dal Giappone nuove vie per il copyright

    Un comitato insediato dal Primo ministro Shinzo Abe propone il sistema delle "licenze obbligatorie" per la distribuzione di video sul web....
  • e-Polis - 6 giugno 2007

    Il calcio europeo contro YouTube

    Dopo la Premiere League ora anche la Lega francese partecipa a una causa collettiva contro la piattaforma di condivisione video di Google;...