La gestione documentale tra norma e realtà

Fattori tecnologici e organizzativi rallentano la diffusione della gestione documentale nella Pa, tema a cui è dedicata la cover-story che Totem ha realizzato per il mensile e-gov. Ma alla base delle difficoltà c'è anche un problema filosofico...

Agli studenti di filosofia lo insegnano nei primi anni: tra l'essere e il dover essere c'è un fossato che non può essere superato logicamente all'interno di un'argomentazione. Per i comuni mortali non avvezzi alle alchimie del pensiero non c'era bisogno di tanta sottigliezza. Bastava guardare al rapporto tra tecnologia e pubblica amministrazione italiana. Anche qui c'è un certo iato (speriamo colmabile, però) tra prescrizione e realtà.

A una normativa molto avanzata e ormai consolidata non corrisponde un'adeguata diffusione delle soluzioni auspicate. La gestione elettronica dei documenti non fa eccezione. Ad ostacolarla c'è una serie di ragioni che contrasta il dato normativo: dalla resistenza al cambiamento della burocrazia alla scarsa diffusione delle tecnologia che impedisce l'innescarsi di quell'effetto-rete che - dal telefono a internet - è la necessaria premessa per l'esplosione di molte tecnologie di comunicazione.

Tra i vari problemi che ostacolano la diffusione del content management nel nostro Paese c'è infatti anche una questione che non tecnologica e nemmeno sociologica o organizzativa ma puramente concettuale. Come hanno notato già da tempo alcuni commentatori, infatti, al centro della nostra legislazione resta il concetto di "documento". Un'idea che rispecchia maggiormente la prassi e il modo di pensare delle amministrazioni pubbliche piuttosto che le tecnologie che ruotano attorno ad internet per le quali il concetto è applicabile solo ad alcuni casi particolari, mentre di solito vale quello, più generico, di informazione.

Allora il dubbio, vista questa divergenza di impostazione, è se mai la strada della Pa approderà a risultati veramente incisivi su questo fronte, soprattutto considerando che, anche nelle amministrazioni più avanzate, la carta non diminuisce, a più di un decennio di distanza dalla comparsa di internet. A questa considerazione si obietta che l'e-government è un sistema che richiede complesse interazioni tra differenti soggetti e che deve fondarsi sull'esperienza quotidiana dei funzionari. Vero. Ma è vero anche che in rete si sono ormai consolidati paradigmi che permettono alle persone di operare in piena libertà, senza vincoli di tempo e di spazio e perciò anche indipendentemente dalle legislazioni. Si pensi, per esempio, a eBay.

Insomma, il rischio è che mentre i documenti pubblici e l'e-government procedono con il loro passo, il mondo e dunque i cittadini (compresi i funzionari della Pa quando sono fuori dall'ufficio) viaggino a una diversa velocità. O meglio, su un altro paradigma intorno al quale è stato edificato l'impianto normativo. Come sapevano bene gli scolastici, la parola e il pensiero finiscono se non per creare la realtà, almeno per darle forma. Peccato che in questo caso rischino di creare un universo parallela, quello delle amministrazioni pubbliche, separato dal resto del mondo digitale.
- Intranet, dai documenti alla conoscenza
- Il pubblico visto dal privato

(Articolo pubblicato originariamente sul numero di dicembre 2008 del mensile e-gov
)

Martedì 27 gennaio 2009 - 12:07 (413 giorni fa)

Raffaele Mastrolonardo

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Argomenti trattati: gestione documentale, Pubblica amministrazione

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