Nicholas Sarkozy unisce l'industria fonografica mondiale e gli internet service provider francesi nel nome di un nuovo organo di controllo per il peer-to-peer. E ai pirati (recidivi) verrà tolta la connessione internet.
Pura distruzione di cultura, ecco cos'è il peer-to-peer. Almeno secondo Nicolas Sarkozy. Le dichiarazioni del presidente francese hanno fatto il giro dell'Europa fin dallo scorso venerdì 23 novembre, data in cui i produttori musicali-cinematografici, i provider e le autorità si sono incontrati a Parigi per firmare il Memorandum of Understanding, una garanzia per gli artisti (e le major) che si affianca alle leggi già esistenti nella legislazione francese.
Il governo d'Oltralpe si prepara alla crociata contro la pirateria e schiera figure influenti: Nicholas Sarkozy, John Kennedy rappresentante dell'industria fonografica internazionale (Ifpi) e Denis Olivennes, amministratore delegato della catena di distribuzione Fnac. Proprio Olivennes è stato l'artefice di un primo rapporto sul download illegale di opere audiovisive e sullo sviluppo di nuove offerte legali che è poi convogliato nel Memorandum francese.
I termini del Memorandum stabiliscono che, in presenza di una violazione di copyright tramite peer-to-peer, verranno inviate comunicazioni personali agli utenti coinvolti, al fine di dissuadere ulteriori reati: dopo le prime due diffide, però, all'utente verrà tolta la connessione a internet e impedito l'accesso con qualsiasi tipo di provider francese. I fornitori di banda si impegnano, infatti, a creare una lista nera di tutti i pirati segnalati dalle autorità.
Infatti oltre alle sanzioni, il Memorandum stabilisce anche la creazione di una nuova autorità, un organismo di controllo che attualmente fa capo a Denis Olivennes. Le disposizioni legislative saranno presentate nel 2008 ed entreranno in vigore probabilmente subito dopo l'estate. All'interno di questa capillare manovra politica diretta a un ipotetico annientamento della pirateria, entrano in punta di piedi anche i sistemi di filtro, al fine di individuare il maggior numero di violazioni possibili. Come sottolinea l'esperto di reti Stefano Quintarelli, l'introduzione delle tecnologie filtranti nasce probabilmente da un compromesso tra produttori e i titolari dei diritti.
Dalla parte delle etichette discografiche viene formalizzato l'impegno di minori limitazioni sulle canzoni vendute legalmente, mentre i produttori cinematografici garantiscono l'uscita contemporanea dei film sia su dvd che on demand in rete, sei mesi dopo il lancio nelle sale nazionali, invece degli attuali sette mesi. Poca roba, come sostiene il blogger Massimo Mantellini.
Le reazioni sono tante e tutte negative. Le associazioni dei consumatori francesi, ma anche i singoli utenti italiani, hanno reagito immediatamente alla notizia attraverso blog e siti di informazioni. Le perplessità riguardano, soprattutto, le modalità ancora nebulose con cui verranno analizzati i contenuti presenti sui peer-to-peer; proprio per la natura distribuita dei servizi di condivisione di file è impossibile immaginare un sistema in grado di controllare il traffico della rete francese.
NOTIZIE Lunedì 26 novembre 2007 - 12:24 (1012 giorni fa)
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