Il Dipartimento di Stato americano apre un blog, scritto dai suoi funzionari. L'obiettivo è far conoscere i retroscena dell'attività diplomatica. Ma senza esagerare.
E' l'assalto al Palazzo d'Inverno. Da ieri i blog, intesi come format della comunicazione internet, hanno raggiunto i vertici del potere. Il Dipartimento di Stato americano ne ha infatti appena aperto uno con l'obiettivo di aggiornarsi all'era digitale. E' la politica estera e la diplomazia 2.0.
Dipnote – questo il nome del sito che sta per "nota diplomatica" – aprirà squarci sull'attività del dipartimento, facendo parlare direttamente i funzionari che ci lavorano. Tra i contenuti attuali ci sono l'intervista a un poliziotto incaricato della sicurezza dei delegati all'assemblea delle Nazioni Unite in corso a New York e le impressioni di una giovane dipendente del Dipartimento dislocata in India. Ma il blog promette di non rifuggire da tematiche più spinose, ponendo ogni settimana questioni del tipo: "A chi deve essere permesso il possesso di tecnologie nucleari?". E ovviamente, non manca la sezione video.
«C'è una straordinaria quantità di attività diplomatica in corso in questo momento – spiega alla AP Sean McCormack, il portavoce del Dipartimento che ha messo in piedi il blog dopo aver convinto la segretaria di Stato Condoleezza Rice - E' una buona opportunità per far conoscere alle persone quello che sta succedendo qui, che cosa stiamo facendo, perché e come».
Un esperimento che assomiglia molto a una mission impossible, vista la natura dei contenuti. Ovvero piegare uno strumento fondato sulla trasparenza e l'orizzontalità, come il blog, a un settore, quello diplomatico, opaco quasi per necessità. McCormack ne è ben consapevole, ma l'impresa non sembra spaventarlo: «Molta diplomazia è condotta a porte chiuse. La sfida che ci aspetta è di raggiungere un equilibrio tra l'avere commenti interessanti e informati e nel contempo dare alla diplomazia lo spazio di cui ha bisogno». Di qui l'invito a partecipare rivolto a tutti i funzionari del Dipartimento, incoraggiati a scrivere delle loro esperienze personali.
Non è la prima volta che il Dipartimento di Stato prova a espandere la sua presenza sul web: qualche mese fa aveva aperto un canale su YouTube, con media briefing e interviste.
NOTIZIE Mercoledì 26 settembre 2007 - 11:39 (899 giorni fa)
Argomenti trattati: politica, blogging
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