Google-DoubleClick non piace ai consumatori Ue

Un gruppo di associazioni per i diritti dei consumatori dell'Unione ha chiesto alla Commissione di indagare sulla fusione delle due società americane, entrambe leader in diverse forme di online advertising. Si teme per la concorrenza e per la privacy degli utenti.

Google nell'occhio del cicloneSembra proprio che questo matrimonio non s'abbia da fare. Almeno nell'opinione di alcune associazioni di consumatori, preoccupate per l'impatto sulla privacy conseguente all'acquisizione di DoubleClick, uno dei maggiori network della pubblicità online, da parte di Google per 3,1 miliardi di dollari. Dopo i consumatori statunitensi, che si sono rivolti alla Federal Trade Commission affinché vigili con attenzione sulla transazione, ora è la volta dei cittadini europei.

Se si uniscono potrebbero creare degli archivi di profili utenti incomparabili.
Cornelia Kutterer
Beuc
Ieri infatti il Beuc, un gruppo di 40 organizzazioni di consumatori provenienti da una trentina di paesi dell'Unione (tra cui anche l'italiana Altroconsumo), ha chiesto al commissario Ue per la concorrenza, Neelie Kroes, di indagare sull'operazione. In una lettera, parzialmente riportata dal Guardian, le associazioni hanno espresso la preoccupazione che l'accordo Google-DoubleClick «possa avere un impatto negativo sulla selezione di contenuti online a disposizione dei consumatori e sulla privacy». Concorrenza e riservatezza sono dunque i due punti deboli dell'acquisizione, almeno secondo Beuc, che per questo motivo si è rivolta alla Commissione, anche se le due società nel mirino non hanno ancora richiesto l'approvazione Ue.

«Hanno database complementari con dati privati», ha commentato ad AP il legale di Beuc, Cornelia Kutterer. «Se si uniscono potrebbero creare degli archivi di profili utenti incomparabili». Ed è qui che sta il punto: secondo i rappresentanti dei consumatori una simile mole di informazioni personali sarebbe una violazione del diritto alla riservatezza dei cittadini. «Temiamo che Google potenzierà verticalmente il suo dominio nella ricerca per parole chiave unendolo alla leadership di DoubleClick nel display advertising, basato su banner e clip, e ancora con il dominio di YouTube-Google nella ricerca video».

Non è la prima volta che da Bruxelles viene messa sotto la lente la politica sulla privacy di Google, e proprio per andare incontro alle preoccupazioni del Vecchio Continente la grande G aveva deciso di ridurre il tempo di conservazione dei dati sulle ricerche: da 24 a 18 mesi (meno che la maggior parte degli altri search engine, avevano specificato). E' vero però che l'acquisizione di DoubleClick, un colosso dell'advertising online specializzato in banner e video, può aprire scenari del tutto nuovi. E indubbiamente accresce di una bella fetta il controllo del search engine sul mercato pubblicitario, sempre più interessato ad avere informazioni dettagliate sul suo target, appunto gli utenti.

NOTIZIE Giovedì 05 luglio 2007 - 08:00 (985 giorni fa)

Carola Frediani

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Argomenti trattati: Google, advertising, Ue, privacy

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