Prima istituzione al mondo ad aprire un profilo strutturato sul popolare social-network. Un "urban hub" per intercettare la creatività giovanile e, si spera, ridurre la distanza con i Palazzi della politica.
"Piuttosto che aprire un nuovo spazio e poi aspettare che i cittadini vengano a partecipare (il che non sembra funzionare), abbiamo deciso di andare noi dove ci sono già gli utenti organizzati in community". Con queste parole Andrea Ranieri, assessore del Comune di Genova, ha presentato il nuovo progetto di e-democracy del capoluogo ligure: un profilo su MySpace in cui aprirsi al dialogo con i cittadini, ma soprattutto raccontare la città insieme a chi già da tempo è attivo sul popolare social network.
"Il che vuol dire poter entrare in contatto soprattutto con la parte più creativa della città", ha spiegato Francesco Barbarani, country manager di MySpace Italia, rispondendo alla domanda: "Perché MySpace e non Facebook, soprattutto ora che quest'ultimo sta conoscendo un forte successo in Italia"? "Si, è vero, in Italia Facebook ci ha superato per numero di utenti, ma si tratta di due spazi sociali diversi. Facebook è centrato sulle relazioni tra persone che si conoscono già. MySpace tende invece a creare reti più larghe e aperte, in cui la chiave è la condivisione di passioni".
Proprio per questo motivo, il Comune ha preferito puntare su MySpace: "In base ai nostri censimenti, in città ci sono circa 376 band musicali con cui facciamo difficoltà ad entrare in contatto per valorizzare meglio la loro attività e promuoverla attraverso i nostri canali istituzionali", ha spiegato Francesco Bollorino di Genova Città Digitale. Con lo sbarco su MySpace si potrà così intercettare una community di 40.000 utenti (tanti sono gli iscritti residenti a Genova).
Per ora il profilo si presenta come una vetrina multimediale, con alcuni contenuti (redatti dagli studenti della Laurea in Giornalismo) aperti ai commenti. Ma, come tutti i progetti 2.0, il meglio è destinato ad arrivare col tempo: "Oltre a dare visibilità agli artisti, musicisti e associazioni locali (permettendo loro di condividere videoclip e gallery), abbiamo in mente di lanciare concorsi ed eventi offline", ha spiegato Stefano Rocco, Marketing e Content Director di MySpace Italia, ribandendo un'altra caratteristica distintiva di MySpace: la capacità di mettere in contatto realtà online/offline.
E chissà che questa non possa essere la ricetta giusta per dare nuovo slancio ad istituzioni spesso vissute come una torre d'avorio, lontane dai reali problemi di giovani e non. Certo, non basta aprire un profilo su MySpace per stimolare la partecipazione e far maturare la cittadinanza digitale: le istituzioni devono poi dimostrarsi in grado di sostenere la conversazione e dare risposte, anche alle critiche negative. L'assessore Ranieri si dice pronto alla sfida e cita l'economista Albert O. Hirschman: "Non bisogna temere le voices, ma l'exit". E cioè, il problema non sono le critiche negative (voices), ma l'indifferenza che si trasforma in distanza dal dibattito politico (exit).
NOTIZIE Martedì 16 dicembre 2008 - 16:01 (420 giorni fa)
Argomenti trattati: e-democracy, MySpace
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