Fcc, neutralità e trasparenza dei provider

I fornitori di accesso alla rete devono essere più trasparenti nei confronti degli utenti, parola della Federal Communications Commission. Un evento ad Harvard ha portato l'attenzione sulla neutralità della rete, alimentando le speranze di una normativa a favore. E in Italia?

Kevin Martin, chairman FccLunga vita alla neutralità della rete. Proprio quando si calmano le acque, torna a galla uno dei problemi più sentiti per il futuro dell'internet, cioè la discriminazione dei bit. Questa volta, è il presidente della Federal Communications Commission, Kevin Martin, a prendere la parola e a preannunciare una svolta nelle politiche statunitensi che regolano i provider, pretendendo da essi una maggiore trasparenza nei confronti dei clienti.

Questa è la ragione per cui ci troviamo qui oggi: proteggere l'accesso ai contenuti legali scelti dai consumatori stessi.
Kevin Martin
Federal Communications Commission

Dichiarazioni importanti che aprono la strada a una futura regolamentazione, ma soprattutto che denotano l'intenzione da parte della commissione federale per le comunicazioni di una discussione sulla neutralità della rete. La Fcc ha infatti organizzato un incontro pubblico – che si è tenuto ieri all'università di Harvard – interamente dedicato alle reti, convocando molti esperti e ricercatori del settore, tra cui il professor Yochai Benkler, autore di "La ricchezza della rete" (2007).

In rete non è mai mancata la voglia di discutere – e di contrastare – le politiche anti-neutralità, ma al di fuori del web e dentro le sedi politiche l'approccio è ben diverso, e i momenti di confronto sono semplicemente quelli dettati dai vertici delle grandi aziende; da Google a ComCast, da Microsoft ad At&t. Gli incontri pubblici, organizzati per mano della più alta autorità nel campo delle telecomunicazioni, sono dunque rari momenti di confronto.

Il primo passo importante della Fcc è stato annunciato: i consumatori devono poter conoscere le politiche dei provider; la maggiore trasparenza nell'informazione da parte dei fornitori di accesso è un tassello fondamentale per una scelta consapevole dei consumatori. La conseguenza è che – a fronte di una corretta informazione – l'utente può decidere di chiudere il contratto con un provider, portando così un po' di potere nelle mani dei clienti.

SOTTO LA LENTE

Internet service provider italiani con politiche trasparenti
(via Stefano Quintarelli)


Airgrid
Alpikom
Amp&rsand
CDLAN
Messagenet
NGI
Promo.it
Telnetwork
Utility Line Italia

Il secondo passo – ben lontano da essere compiuto – riguarda la stesura di regolamentazioni che vietino comportamenti contrari alla neutralità. Pur essendo una fase tanto voluta quanto ostacolata, il presidente della Fcc ha specificato che l'autorità si occuperà di garantire l'accesso ai contenuti legali, qualsiasi essi siano.

Come sottolinea l'esperto di reti Stefano Quintarelli, la discussione sulla net neutrality non riguarda solo gli Stati Uniti: in Italia molti provider applicano già delle politiche discriminanti a seconda del contenuto richiesto, ma non esiste una vera discussione, né coscienza del problema.

NOTIZIE Martedì 26 febbraio 2008 - 12:44 (920 giorni fa)

Marina Rossi

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