Il gigante del software si inventa un nuovo modo per difendere il copyright e mette online MyBytes, un sito in cui i giovani utenti possono creare suonerie e condividerle, ma anche leggere contenuti "educativi".
La lotta per i diritti sulla proprietà intellettuale comincia a cambiare strategia e vira verso l'educazione e la persuasione dei giovani navigatori, quelli più attivi nelle operazioni di download di contenuti digitali. Almeno così sembra assistendo alle ultime mosse di Microsoft. Il colosso del software ha appena lanciato, infatti, MyBytes, un sito di suonerie fai-da-te e di condivisione di contenuti in cui, fra un divertimento e l'altro, si impara che infrangere le leggi sulla proprietà intellettuale può portare alla prigione.
L'azienda di Redmond ha deciso di fare tutto da sé: il lancio del sito è arrivato giusto dopo la pubblicazione di uno studio fatto in casa che afferma chiaramente la seguente tesi: la minaccia del carcere ha effetto sui comportamenti dei teenager, funziona cioè da deterrente. Inoltre, nello stesso studio, la metà degli intervistati ha dichiarato di non sapere nulla delle regole da rispettare in fatto di copyright. Forse, si son detti a Microsoft, basterebbe educare. Ma senza tralasciare il divertimento, anzi mettendolo in primo piano per attrarre il pubblico più giovane e spensierato.
Il sito MyBytes
Preso atto di ciò, Microsoft si è subito mossa realizzando il sito MyBytes. È dedicato alla musica ma è ispirato al modello social in cui sono i contenuti degli utenti a fare la differenza. In homepage campeggiano le "stories": quanto i diritti d'autore influiscono nella vita di tutti i giorni? Questo è il tema affrontato da tanti racconti di vita quotidiana. C'è poi la sezione per creare e condividere le proprie suonerie attraverso un mixer; un'area dedicata ai sondaggi, con test di ogni tipo per misurare quanto i ragazzi conoscono le leggi e anche una sezione dedicata alle celebrità della musica o del'intrattenimento, con relative interviste. Naturalmente non manca la pagina per la registrazione e la creazione del proprio profilo.
L'operazione è un tassello di un disegno più grande che prevede perfino la creazione di indirizzi di studio a base di diritto d'autore nelle scuole superiori. Ma insegnare le leggi basterà a convincere i ragazzi? Una risposta la si può ricavare scorrendo alcuni numeri dei dati dello stesso sondaggio: la maggioranza dei teenager è convinta che la musica digitale costi più del dovuto. Il 41 per cento crede che il giusto prezzo per una canzone sarebbe fra 50 centesimi e 1 dollaro. Il 26 per cento dice che dovrebbe costare meno di 50 centesimi e il 21 per cento aspira al prodotto gratuito. Forse non è solo questione di deterrenza ed educazione.
NOTIZIE Venerdì 15 febbraio 2008 - 08:00 (931 giorni fa)
Argomenti trattati: musica, copyright
Pagina 1 di 1





In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....
Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...
Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...
Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...
Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.
Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...