Con l'arrivo della portabilità dei profili da sito a sito iniziano anche le prime scaramucce: Facebook chiude l'accesso alle sue Api per quelli di Google Friends Connect. Motivo? Nessuna garanzia di privacy per gli utenti.
Dopo tanto parlare di portabilità dei dati, arrivano le prime prove generali e anche i primi litigi. I protagonisti sono Facebook e Google, che da una parte agiscono come se volessero comunicare, aprire, abbattere frontiere mentre sottobanco cercano in tutti i modi di non perdere i propri utenti (nel caso del primo) o di guadagnarne dagli altri (nel caso del secondo). Il social network di Mark Zuckerberg chiude oggi l'accesso alle sue Api per Google Friend Connect, vale a dire il set di Api di Mountain View, inventato per far fluire i dati di ogni suo account su siti terzi.
Tutto il problema nasce proprio dai siti terzi. Mentre MySpace si è accordato con altri social network per la condivisione profili e gli scambi sono bidirezionali, nel caso di Facebook e Google è possibile comparire su qualsiasi sito che abiliti strumenti adatti. Se un utente accede sul sito X con Google Friend Connect, i suoi dati circolano attraverso la grande G la quale a sua volta succhia i profili di chi a lei si è aperta. Diventa quindi una sorta di intermediario che riceve da un primo e invia dati a un terzo. Senza però permettere un flusso di informazioni dal proprio sistema indietro fino ai siti da cui ha attinto. Questo a Facebook ovviamente non va giù ed ecco che con un lungo articolo spiega il perché della rottura con Google, mascherandolo dietro al problema privacy.
Il problema addotto da Facebook è che una volta che i dati dei propri utenti circolano attraverso Google verso il terzo sito X, non c'è controllo di cosa accade, dell'effettiva protezione della riservatezza delle informazioni. Questo perché una volta arrivati a Mountain View, partono senza il suo diretto controllo, contrariamente alla politica interna dell'azienda di Zuckerberg che ha una cura estrema della privacy, così come spiega Chris Kelly su TechCrunch. La grande G, da parte sua, fa notare che ogni internauta che accede a Google Friend Connect è libero di legare o slegare i dati provenienti da altri suoi profili. Basta un click, tutto dipende dalla sua volontà. E, aggiunge David Blazer di Google, se il sistema Connect del rivale includesse nel suo Api un sistema di monitoraggio del sito terzo, il problema non si porrebbe.
Il punto è che a Facebook rimanere avversario di Google pare la via migliore per evitare rischi perché la grande G, aspirando a fare da intermediario universale, non può che nuocergli. Nessuna convenienza quindi nell'aggiustare il proprio set di Api. Insomma una vicenda complicata per un concetto molto semplice: rivalità e timore di perdere il proprio giardinetto.
NOTIZIE Venerdì 16 maggio 2008 - 13:34 (665 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking, Facebook, Google
Pagina 1 di 1





La capitale del Kansas cambierà nome per un mese intero, per convincere Mountain View a sceglierla...
E' la rivoluzione money-sharing di «Buxter», un'applicazione di Facebook che permette la...
Un anonimo usa Internet e tv per rivelare dati riservati su alcune banche accusate di fare soldi...
I curricula dei dirigenti non sono accessibili da Google, Yahoo e gli altri motori di ricerca. La...
Secondo una ricerca del Pew Research Center, negli Stati Uniti si è verificato lo storico sorpasso...
Dopo la bufala dello scorso autunno, il "vero" Dalai Lama ha aperto un account ufficiale su...