Di Pietro parla agli avatar di Second Life

Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha tenuto una conferenza stampa all'interno del mondo virtuale più popolare del momento, rispondendo alle domande dei giornalisti accreditati. Per dialogare ha preferito l'audio alla classica chat, ma sul più bello la voce è svanita...

Un momento della conferenza stampa di Di Pietro"Alcuni pensano che Second Life sia un gioco virtuale, magari solo per adulti, in realtà è qualcosa di concreto, di reale. Second Life è un luogo di democrazia diretta". Queste le parole con cui il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha accolto coloro che - tramite il proprio avatar - hanno partecipato alla conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio proprio in Second Life, nella "Never Land" di Italia dei Valori, ovvero l'isola che ospita la sede virtuale del partito dell'Onorevole.

L'arena in cui si è tenuto l'evento - un luogo ispirato all'Agorà greca, proprio per richiamarne la funzione di piazza aperta alla gente, come spiegato dallo stesso Di Pietro - era gremita di avatar, all'incirca un centinaio, che hanno più o meno pazientemente aspettato il ministro, arrivato in ritardo. Per dialogare con il pubblico Di Pietro non ha utilizzato la chat, lo strumento di comunicazione principe del metaverso, bensì l'audio: una volta interrotta la musica in streaming che faceva da sottofondo, ciò che i presenti hanno sentito è stata infatti la sua voce, che con tutta probabilità era in collegamento telefonico, forse via Skype. Mentre lui parlava, il suo avatar gesticolava davanti al microfono.

In molti hanno pensato che si trattasse di una registrazione, di un discorso preconfezionato e riversato in SL, e probabilmente qualcuno ha ancora il dubbio che le cose siano realmente andate così, anche se ad un certo punto il ministro stesso ha rassicurato i presenti dicendo di essere in diretta.

Dopo una breve presentazione, in cui ha parlato anche della necessità di trasparenza nell'informazione e dell'incompatibilità tra politica e possesso dei mezzi di informazione, Di Pietro ha quindi iniziato a rispondere alle domande precedentemente inviategli dai giornalisti accreditati all'evento (esatto, non era possibile interagire in diretta, scrivendo i propri quesiti in chat; chi lo ha fatto non ha avuto risposta).

Diversi i temi toccati: il possibile ingresso nel partito Democratico, la moratoria contro la pena capitale, la legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, il problema dei trasporti e la politica di dissenso-assenso del suo partito nei confronti dell'Unione.

Interrogato sul perché, secondo lui, la classe politica italiana fatichi ancora a riconoscere l'importanza dell'internet nella comunicazione con i cittadini, il ministro ha fatto appena in tempo a confermare che "sì, la rete può aiutare la partecipazione politica" e che è vero anche che "la politica fatica ad avvicinarsi alla rete, probabilmente perché non la conosce e ne è perciò spaventata", prima che l'audio svanisse, lasciando spazio al silenzio per una buona manciata di minuti. Inutili i messaggi dei presenti, "non sento nulla!", "onorevole ci scriva qualcosa": quando la voce è tornata era già il momento per la domanda successiva. "Chissà cosa ha detto", si è giustamente chiesta la gran parte dei presenti.

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NOTIZIE Venerdì 13 luglio 2007 - 07:55 (942 giorni fa)

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