Dalle alcove di Second Life al tribunale di Tampa

Il celebre mondo in 3D fa da sfondo al primo scontro legale tra identità virtuali. Accusato di aver plagiato un letto ultra-accessoriato, l'avatar Volkov Cattaneo confida nell'anonimato online. Ma se dovesse essere identificato, dovrà presentarsi davanti alla corte della Florida.

Il letto virtuale SexGenPur essendo un mondo virtuale, gli investimenti in Second Life sono piuttosto reali. Questa volta, la consapevolezza delle potenzialità online non deriva solo dall'effettiva capacità di produrre guadagni, ma anche dalle controversie; e proprio ieri ha avuto inizio la prima disputa legale tra due avatar, Stroker Serpentine e Volkov Catteneo. Il primo si è appellato alla corte di Tampa (Florida) accusando Cattaneo di plagio e di violazione di copyright.

L'imprenditore Kevin Alderman, conosciuto in Second Life con il nome Stroker Serpentine, è il proprietario della società Eros Llc che si occupa del settore per adulti. In particolare, il prodotto principale è SexGen, un letto con oltre 150 animazioni erotiche usufruibili dagli avatar nel mondo virtuale. Così com'era accaduto per l'espansione Hot Date lanciata nel 2001 per il celebre The Sims, anche in Second Life i letti ammiccanti hanno riscosso un discreto successo vendendo centinaia di pezzi. L'azienda, che si rivolge a un pubblico di soli adulti, basa i suoi guadagni interamente sull'originalità dei propri prodotti; SexGen ha un prezzo di 45 dollari statunitensi (12 mila dollari-Linden) e decisamente reali.

Il reato di cui viene accusato Cattaneo è plagio: un letto speciale, del tutto simile all'originale realizzato da Kevin Alderman, è stato messo in vendita a 15 dollari (4 mila dollari-Linden), cioè un terzo del prezzo di listino ufficiale. Secondo l'imprenditore, le vendite di Eros hanno fortemente risentito della versione economica e non autorizzata, obbligandolo così a procedere per via giudiziaria. L'accusa nei confronti di Volkov Catteneo è stata immediatamente formalizzata.

Ad oggi, le parti in causa sono Eros LLC e John Doe, cioè l'equivalente di una denuncia contro ignoti, poiché non si è potuti ancora risalire alla vera identità di Volkov Cattaneo. Francis Taney, avvocato dell'accusa, ha annunciato che presto avranno inizio le indagini per identificare la persona che vive dietro l'avatar; la moltitudine di dati che possono essere rintracciati attraverso un solo account di Second Life permetterebbe facilmente l'identificazione, attraverso PayPal, e informazioni di chat.

Non sono un novellino, il mio vero nome non è presente nei file del Linden Lab. Non ho neppure un indirizzo di casa fisso, nella mia vita reale.
Volkov Cattaneo
nell'intervista per Reuters
In Second Life, Reuters ha contattato Volkov Cattaneo, il quale ha dichiarato di non aver mai ricevuto comunicazione diretta da parte dell'azienda Eros e di aver messo in vendita solo 50 letti che ha acquistato, a sua volta, da una terza parte sconosciuta. Per quanto riguarda la minaccia dell'accusa di poter rintracciare l'identità reale, Cattaneo ha affermato di essere stato prudente in Second Life e di non aver mai usato informazioni sensibili.

Second Life non ha ancora espresso una posizione ufficiale ma, secondo Kevin Alderman, è stato proprio Linden Lab a suggerire la causa nel mondo reale, al fine di evitare coinvolgimenti diretti. La difficoltà maggiore dell'accusa di plagio sta nella definizione di prodotto creativo: nonostante l'idea non sia originale, la realizzazione e le funzionalità del letto SexGen e della copia sono pressoché identiche. Come puntualizza ZdNet, resta ancora oscuro l'atto del plagio: in Second Life è infatti possibile creare oggetti e proteggerli con un sistema anticopia che dovrebbe garantire la paternità dell'opera all'autore.

Il codice dei due oggetti virtuali risulta quindi differente, nonostante siano estremamente simili. Questa disputa legale, a metà tra il mondo online e quello offline, potrebbe creare un precedente dando il via a normative orientate alle realtà non fisiche. In particolare, si può considerare l'oggetto virtuale non solo in quanto oggetto dotato di fisicità (in questo caso codice, immagini e colori), ma soprattutto in quanto servizio che offre una determinata esperienza all'utente. Questa nuova definizione, che non fa riferimento a contenuti oggettivi, renderà sicuramente più complessa la risoluzione delle controversie legali online.

NOTIZIE Giovedì 05 luglio 2007 - 08:00 (981 giorni fa)

Marina Rossi

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Argomenti trattati: Second Life, copyright, giochi online, legislazioni

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