L'azienda Attributor ha appena messo in circolazione un nuovo sistema che promette di tracciare le impronte digitali di un'opera protetta da diritto d'autore in giro per il web. Tra i primi clienti Ap e Reuters.
Spuntano come funghi novità su come gestire il problema dei diritti d'autore in rete. L'ultima idea non è molto lontana dal sistema adottato di recente da YouTube: si tratta di un prodotto capace di identificare una sorta di impronta digitale dei contenuti protetti da copyright – che siano testo, video o immagini – e quindi di ritrovarne le tracce sparse in giro per la rete e scoprire come, dove e quanto sono stati utilizzati. Fra i primi clienti ci sono Reuters e Associated Press.
Se il web fosse una fitta foresta, il nuovo software ideato dall'azienda Attributor sarebbe una sonda per scovare e non perdere i sentieri tracciati da chi la solca. I contenuti, protetti e non, circolano all'impazzata e rimbalzano da una citazione all'altra, da una testata a un blog, a velocità da record. Utilissimo quindi, forse anche rivoluzionario, un applicativo in grado di inseguirli e monitorarne l'uso.
Il funzionamento è semplice: secondo quanto riporta il New York Times, se ciò che si desidera sorvegliare è un testo, il sistema è capace di spezzettarlo e di ritrovare anche solo brevi citazioni. Una volta scovate tutte le vie percorse dall'oggetto in questione, è in grado di controllare se l'uso è autorizzato o meno. Se non lo è, la mossa successiva è quella di inviare un avviso in cui si domanda di citare la testata di origine, di metterne in evidenza il link e di condividere le entrate pubblicitarie. In alternativa, di stoppare l'approvvigionamento di contenuti.
Sia Reuters che Associated Press sono convinte dell'utilità del prodotto anche se dichiarano di non essere ancora sicure del comportamento da adottare in caso di illecito. Di certo a lungo termine la collaborazione con Attributor porterà nuove entrate, o almeno o maggiori volumi di traffico: se non attraverso la pubblicità, nuovi utenti saranno spinti a tornare alla fonte originale di ciò che guardano, ascoltano o leggono.
In particolare, il presidente di Reuters Media Chris Ahearn ha dichiarato il suo ottimismo nei confronti di questo software, anche nel caso permetta soltanto di conoscere l'uso che gli utenti fanno dei loro contenuti. L'interesse principale verso il prodotto di Attributor sembra essere comunque legato alle sue potenzialità come strumento in difesa del copyright.
NOTIZIE Lunedì 05 novembre 2007 - 12:07 (1033 giorni fa)
Argomenti trattati: copyright, software
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