Dal wifi cittadino alla segnalazione online dei malfunzionamenti, la città della Laguna sta sperimentando molto con il web 2.0. Non solo per intercettare giovani e turisti, ma anche per offrire servizi di pubblica utilità ad adulti e anziani.
«Ho disintermediato un pezzo di politica». Così il Vicesindaco di Venezia Michele Vianello racconta il progetto Venezia 2.0. Sotto questo logo ci sono tanti strumenti, tutti molto diversi, ognuno pensato per un obiettivo o un pubblico particolare e tutti accomunati dalla parola "condivisione" che, come fa notare Vianello, applicata alla pubblica amministrazione si traduce in un totale sovvertimento.
Condividere, infatti, significa esporsi ai giudizi, buoni e brutti, rendere tutto il più trasparente possibile e dover rispondere delle cose che non vanno. Eppure il gioco vale la candela e oggi la Serenissima è uno degli esempi d'eccellenza di come un'amministrazione possa unirsi in matrimonio alla cultura del social networking. La conditio sine qua non è il progetto Venice Connected, ovvero wifi e banda larga su tutto il territorio veneziano, che ha costruito i binari di quello che il vice sindaco di Venezia definisce il diritto universale all'accesso. Tra gli attrezzi fondamentali di Venezia 2.0 non poteva mancare Facebook, dove la città della laguna è presente con Vivere Venezia, senza prendersi troppo sul serio e comunicando in modo sempre aggiornato e leggero le iniziative e i propositi. Il popolare sito di social networking consente di scrivere sull'amministrazione veneziana a chiunque, senza alcun filtro e moderazione.
Altro strumento è Iris, che ha già catturato un terzo dei veneziani, e attraverso cui il cittadino può segnalare i bisogni di manutenzione urbana. Il Comune ha l'obbligo di rispondere alle segnalazioni indicando i tempi entro i quali intende risolvere il problema o l'origine dell'impedimento. Argos invece è un sistema di rilevazione online del traffico acqueo, grazie al quale il Canal Grande è costantemente monitorato, mentre Baris costituisce un'operazione di trasparenza totale, mettendo online tutti i dati sull'occupazione degli spazi acquei a Venezia e nell'estuario, con tanto di mappa che disegna l'ingombro delle imbarcazioni.
Un po' per la voglia matta di limpidezza che c'è nell'aria e in parte anche per un briciolo di umano voyeurismo Baris è stato un successo clamoroso ed è riuscita a coinvolgere anche il pubblico over-70. Venezia 2.0 ha saputo aprire un dialogo con tanti tipi di comunità, dimostrando di conoscere la cultura del social network. E soprattutto di accettarla. Tanto che, a breve, Michele Vianello volerà a Boston, per incontrare quelli del Mit: «Abbiamo in previsione una collaborazione per sviluppare contenuti di rete dedicati ai turisti». Venezia e il Mit, insieme. Un traguardo mica da ridere.
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Articolo pubblicato su Chips&Salsa/Il Manifesto di sabato 21 Febbraio 2009
Lunedì 23 febbraio 2009 - 12:03 (383 giorni fa)
Argomenti trattati: e-democracy, web2.0, Pubblica amministrazione
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