Un progetto ambizioso (la Città Digitale) in corso di realizzazione, tra profili su MySpace e YouTube, comunicazione georeferenziata e la 'vischiosità' della pubblica amministrazione. Parla l'assessore alla Cultura Andrea Ranieri.
«Internet non è semplicemente un frammento del sistema tecnologico: è il cuore del sistema, che forgia e modella la struttura sociale di ogni cosa». Così scriveva qualche anno fa il sociologo Manuel Castells in La città delle reti, saggio che analizza i cambiamenti imposti dalle "organizzazioni reticolari" sulla geografia urbana. E Andrea Ranieri, assessore alla Cultura del Comune di Genova, ci tiene a precisare che sono stati proprio gli insegnamenti dello studioso catalano ad ispirare Genova Città Digitale. Un programma ambizioso che si muove su più livelli: nuovi servizi per imprese e cittadini, riduzione del digital divide, dibattiti pubblici sulle grandi decisioni. Con gli che strumenti giocano sempre sul doppio binario online/offline.
Fra le varie iniziative c'è anche un'esperienza pioneristica di social-networking cittadino: il Genova Hub inaugurato da poco su MySpace. Uno spazio che si presenta, da una parte, come la classica vetrina multimediale delle attività comunali (molto turismo, cultura, ma anche argomenti di stretta attualità, come l'ultimo dibattito sulla costruzione della moschea nel quartiere del Lagaccio); dall'altra è un luogo in cui si fanno i primi tentativi (ancora molto cauti, a dir la verità) di apertura al dialogo con i cittadini.
Come dire: il Comune, per una volta, si veste da Maometto e prova ad andare alla montagna (gli utenti di MySpace) e non viceversa. Obiettivo: vedere se «la cittadinanza può diventare un nuovo elemento di aggregazione», dice Ranieri. Certo, in questo modo si vende la propria anima al social-network di Rupert Murdoch, ma questi sono i compromessi che ogni passaggio dalla teoria alla pratica impone. Su MySpace, risponde il Comune, si muove la parte più creativa della città ed è lì che l'amministrazione deve andare se non vuole essere tagliato fuori dalle nuove dinamiche culturali urbane.
All'ombra della Lanterna sono consapevoli che, per quanto pioneristiche (quella genovese dice di essere la prima amministrazione pubblica su MySpace), queste esperienze non esauriscono la portata delle sfide che le città-network sono chiamate ad affrontare. «Abbiamo aperto anche un canale su YouTube che ha già attirato 300 mila utenti. Mi guardo però bene dal ‘vendere' questi progetti con troppo clamore. Da una parte perché si tratta di processi sempre in corso d'opera, dall'altra bisogna fare conti con anche una certa ‘vischiosità' della pubblica amministrazione che non sempre è pronta a questi cambiamenti».
Ma ci si prova lo stesso, però. Con comunicazione georeferenziata, per esempio, l'offerta di servizi a partire dalla loro collocazione geografica. In questo senso va la partnership con Google per realizzare mappe dinamiche sulla raccolta differenziata. «Non solo con l'indicazione dei luoghi in cui si trovano i cassonetti, - racconta Ranieri - ma anche con aggiornamenti sul loro stato (se sono pieni o vuoti e via dicendo). Non è un semplice processo di informatizzazione, bisogna anche portare a termine una più complessa riorganizzazione dell'azienda della nettezza urbana, oltre che della macchina comunale». Niente bacchetta magica, quindi, o il solito refrain «basta un clic per…».
Anche perché prima bisogna fare i conti con la vera bestia nera della società dell'informazione: il digital divide. «Si tratta di un problema decisivo per la stessa idea di città. Nella nuova città dei flussi i luoghi globali (si pensi ai centri di ricerca di eccellenza o alle attrattive turistiche) si alternano agli spazi chiusi, in cui resistono sacche di localismo identitario e minoritario. Sono le nuove periferie urbane, che siamo chiamati a mettere in connessione, non solo fisicamente, ma anche politicamente e culturalmente».
Ed è proprio questo, in fin dei conti, il compito affidato da Castells alle amministrazioni pubbliche: riuscire a tenere insieme dimensione locale e globale, rimuovendo ogni forma di ghetto, reale o virtuale che sia.
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Articolo pubblicato su Chips&Salsa-Il Manifesto del 21 Febbraio 2009
Lunedì 23 febbraio 2009 - 11:50 (384 giorni fa)
Argomenti trattati: e-democracy, MySpace, social networking, politica
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