Calcio 2.0: la squadra è nostra e la gestiamo noi

MyFootballClub promette di realizzare il sogno di tanti tifosi: poter scegliere la formazione da mandare in campo, fare la campagna acquisti e infischiarsene di quello che pensa l'allenatore. Il crowdsourcing applicato al gioco più famoso del mondo.

Gianni Rivera e Sandro MazzolaWilliam Brooks è un inglese di 36 anni che lavora in una agenzia pubblicitaria, ma soprattutto è un grande tifoso del Fulham, squadra della Premier League acquistata dieci anni fa dal miliardario Mohamed Al Fayed (il padre di Dodi) in cui ha militato anche l'italiano Vincenzo Montella lo scorso anno. Prima che la società passasse nelle mani del facoltoso Al Fayed, il Fulham era una squadra minore, che quasi mai se la giocava con le migliori, sempre a faticare tra la Premier League e le serie inferiori. Brooks era in quel periodo uno dei tanti tifosi delusi e come tanti altri non condivideva le scelte né dell'allenatore, né della società. "Quando vedevo i tifosi allo stadio pensavo: se solo ognuno mettesse mille sterline la nostra squadra sarebbe migliore". Se altrove, come in Italia, si è cercata una parziale soluzione in iniziative quali il fantacalcio, Brooks ha battuto un'altra strada. Nell'aprile scorso ha deciso di dare seguito alle sue fantasie infantili e ha aperto un sito collaborativo: myfootballclub.

Il sito funziona così: ci si registra per una somma più ragionevole di quella ipotizzata dal Brooks adolescente, 35 sterline, e si diventa soci per un anno. La quota dà diritto a proporre un club di calcio esistente da acquistare. Una volta raggiunta la registrazione del socio numero 50 mila, con i soldi raccolti si cercherà di acquistare un club. Oggi sul sito sono registrati 45 mila soci, non solo inglesi ma anche argentini, spagnoli e statunitensi; quindi ci siamo quasi. "Probabilmente riusciremo a permetterci un club delle categorie minori, quinta o sesta divisione (l'equivalente della nostra serie D, ndr) - dichiara il fondatore in una lunga intervista rilasciata a Assigment Zero - ma vedremo cosa deciderà la maggioranza".

Già è questo il motore di tutto il progetto, l'intelligenza delle folle, o crowdsourcing. L'intelligenza e il finanziamento delle masse.

Se infatti il progetto riuscisse a raggiungere il proprio obiettivo saranno i soci, in base a un principio di democrazie diretta, a scegliere la formazione: tattica e uomini. E la gestione collettiva del club riguarderà tutti gli aspetti del caso, dalla campagna acquisti, alla scelta dell'allenatore, dai lavori di miglioramento dello stadio alle iniziative per i tifosi. Un unico vincolo: le spese non potranno mai eccedere le entrate.

L'allenatore quindi cosa farà? "L'allenatore allena la squadra, e i video degli allenamenti saranno pubblicati sul sito, ogni socio potrà visionarli e valutare chi è più in forma, dopodiché vota la sua formazione tipo e l'allenatore si adegua alla scelta della maggioranza". Ovviamente l'allenatore ha potere propositivo e Brooks si attende che la maggioranza dei soci le rispetterà, "ma quante volte mi è capitato di andare allo stadio e sentire tutti i tifosi chiedere una sostituzione che poi si è rivelata giusta?", si interroga retoricamente l'ideatore di MyFootballClub. "Il calcio è una delle principali dimostrazione che l'intelligenza delle masse funziona", sentenzia Brooks.

Le molte staffette e alternative che hanno accompagnato la storia del calcio troverebbero finalmente una soluzione inappellabile. Mazzola o Rivera, Del Piero o Baggio, Totti rotto sì, Totti rotto no? "L'allenatore avrebbe il grande vantaggio di non inimicarsi la piazza": nessuno potrebbe prendersela con lui per le scelte fatte, in effetti. All'amministrazione ordinaria del club, la gestione quotidiana, penserebbero 8 dipendenti stipendiati sempre dai soci. Inoltre un quarto della quota associativa sarà utilizzata per mantenere e potenziare il sito.

E se il progetto non avesse buon esito? In quel caso la quota associativa verrà restituita e gli eventuali guadagni versati in beneficenza. Forza ragazzi.

NOTIZIE Venerdì 13 luglio 2007 - 13:03 (979 giorni fa)

Gabriele De Palma

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Argomenti trattati: crowdsourcing, web2.0, cooperazione

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