È mancato improvvisamente qualche giorno fa Fabio Metitieri: 51 anni, esperto, giornalista e scrittore su temi di tecnologia e pioniere di Internet. Lo ricorda, per VisionPost, Bernardo Parrella
È mancato improvvisamente qualche giorno fa Fabio Metitieri: 51 anni, esperto, giornalista e scrittore su temi di tecnologia e Internet. È stato anzi tra i pionieri della Rete italiana fin dai primi anni '90, come collaboratore fisso dello storico mensile Virtual e poi scrivendo per testate quali Inter.net, Apogeonline, E-business trade, Panorama Web e altre.
Per quasi quattro anni ha tenuto la rubrica libri di Internet news (poi divenuta Internet.pro) e ha scritto a lungo per Week.it (già Pcweek Italia, chiuso a novembre 2007). Nel 1997-98 Apogeo ha pubblicato i suoi due primi libri, "Incontri Virtuali" e "Ricerche bibliografiche in Internet", decisamente innovativi per la scena italiana, poi e ampliati riediti sotto vari titoli negli anni successivi.
Nel 2003 è uscito "Comunicazione personale e collaborazione in Rete. Vivere e lavorare tra email, chat, comunità e groupware" (FrancoAngeli) - tutti volumi esauriti. Mentre in tempi recenti, parecchi i suoi servizi su diversi ambiti del digitale, dalla Net Neutrality a Second Life (di cui negli ultimi tempi era appassionato frequentatore) per la trasmissione radio Mondo Web su RTSI (disponibili in mp3), dove andranno presto in onda gli interventi ancora inediti.
La sua inattesa scomparsa coincide con l'arrivo in libreria dell'ultima fatica, Il grande inganno del Web 2.0, che analizza con piglio critico le tanto sbandierate virtù del nuovo ambiente social-mediatico, chiedendosi tra l'altro: "Il ‘mondo Web 2.0', dove nessuno è tenuto a identificarsi e chiunque può diffondere notizie senza assumersene la responsabilità, realizza davvero un sogno egualitario, o piuttosto un regno del caos e della deriva informativa?" Sono state proprio simili posizioni critiche sul divenire delle culture digitali ad aver contraddistinto Fabio Metitieri nel mondo interattivo nostrano, dove molti lo ricordano per la sua vena polemica e arguta.
Ma più che un "maestro del flame", da buon polemista conosceva a menadito gli argomenti su cui interveniva, offriva prospettive non convenzionali, e aveva molto spesso ragione, pur se spesso gli avversari non osavano ammetterlo. Lo rivela, fra i molti suoi interventi sparsi in Rete, questo recente commento: "Io ho una teoria, su certi bloggher Vib italiani. Che stiano scontando adesso la loro non conoscenza della Rete, nonche' la loro incoerenza e la loro sostanziale mancanza di ideali. O forse di idee, oltre che di ideali. Quando si ragiona e si scrive solo e sempre o in base a bassi ideologismi o in base ai propri tornaconti personali e al bisogno di nutrire il proprio ego, prima o poi arriva il lancio di pomodori, al quale si reagisce in modo inconsulto. ... Diciamoci la verita': in effetti questi se-dicenti guru la Rete ancora non l'hanno mai capita."
Notevole la sua attività legata a Web e biblioteche, settore in cui ha scritto due libri (di cui uno insieme a Riccardo Ridi, la cui edizione 2005 è completamente disponibile online) e dove era membro assai attivo del Gruppo di discussione aib-cur nell'ambito dell'Associazione italiana biblioteche - lista che in questi giorni ha visto molti ricordarlo con stima e affetto.
Un percorso professionalmente e umanamente ricco quello di Fabio, non dissimile alla parabola di Franco Carlini, andatosene allo stesso modo improvviso e silenzioso quasi due anni or sono, pur se con le ovvie differenze espressive e professionali. Giornalisti assai impegnati nel proporre lucide riletture e appunti critici riguardo lo sviluppo della Rete italiana, oltre che appassionati utenti. Entrambe voci che ci mancheranno parecchio.
NOTIZIE Lunedì 20 aprile 2009 - 09:49 (330 giorni fa)
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