Un 8 marzo di mobilitazioni in rete

In occasione della festa della donna, siamo andati in giro per il web a vedere che cosa succede, come la giornata è interpretata e sentita, e quali sono i temi più accesi. Ricorre il numero 194. Ma non solo.

Mimose, regalini, cene e slogan poco edificanti. Donne che si muovono in branco pronte a scatenarsi in cori ammiccanti, colleghi in preda ad attacchi di buonismo che arrivano in ufficio muniti di fiori e cioccolatini e li espongono come un'arma di difesa, o li distribuiscono preventivamente per evitare le ire delle colleghe. In molte si storce il naso e si rimane vittime di queste immagini mentali solo a nominare la festa dell'8 marzo. La donna è già indipendente, tutelata, parificata a livello di diritti, ci si dice. E per queste ragioni in molte rifiutano ogni sorta di commemorazione accogliendola come patetica o come segno di un vittimismo perpetuo. Tuttavia vale la pena di chiedersi se è davvero così, se davvero la commemorazione sia ormai cosa superflua e prettamente commerciale e la situazione della donna nella nostra società sia davvero stabile e soddisfacente.

Dibattito aperto
VisionPost se lo è chiesto esplorando la rete italiana. Per verificare che su internet, per la festa della donna, fervono mobilitazione e dibattito. Si muovono siti femminili come Italiadonna o Leluminarie, in cui si discute delle origini della fatidica festa e del suo senso. Ma anche il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, il Cnipa, che per l'8 marzo ha organizzato un convegno sull'informatica in rosa, in cui si vuole ribaltare la tesi avanzata da alcune recenti ricerche secondo le quali il calcolo e l'informatica non sarebbero ambienti adatti a una mente femminile. Non è così, anzi: «per quanto riguarda la tecnologia, l'Ict e il digitale - ha dichiarato Caterina Cittadino, direttore generale del Cnipa - settori in cui il valore aggiunto è rappresentato anche dall'abbattimento delle barriere, il lavoro si sta femminilizzando e le donne stanno apportando un contributo che è proprio del loro tratto umano 'storico', marcato da caratteristiche tipiche come la soggettività, i valori e la comunicazione, elementi a cui si dà sempre più valore». Ma la mobilitazione, come si diceva, si è ritagliata uno spazio specifico in rete...

I siti più militanti
Nelle lande sconosciute dell'internet, a ben navigare, si possono incontrare siti di grande impegno sociale, più o meno evidente, più o meno trasbordante nel provocatorio o in bilico fra il culturale, l'impegnato e il politico. Una delle associazioni di donne più attiva è rete194, il cui nome evoca la legge omonima, quella che permette – almeno fino a ora – l'interruzione della gravidanza. Si tratta di un blog fondato da donne genovesi che si mobilitano sia per monitorare e diffondere l'uso al femminile dell'internet, sia per difendere il diritto di interrompere una gravidanza indesiderata. E questo a quanto pare è il tema più caldo che si ripropone anche in altri siti. Oggi più che mai è al centro dei dibattiti nostrani, grazie anche al direttore del Foglio e grazie a un'imperversante intromissione della fede religiosa nell'ambito della gestione della cosa pubblica. E dunque ecco che anche altri siti, come Women news, si dedicano al tema. Sembra un po' demodè dirlo, ma "il corpo è mio e me lo gestisco io" pare uno slogan ancora necessario.
L'atmosfera che si respira è che se la donna deve mobilitarsi e difendere la propria autodeterminazione, forse la festa dell'8 marzo non è poi così insensata.

Donne e scienza
Meno di attualità ma non meno importante l'argomento "le donne e la medicina". Anche la scienza è sotto accusa, perché rimasta un territorio ancora unidirezionalmente interpretato dal sesso maschile. Alcune testimonianze rintracciabili in rete parlano chiaramente: in Women News, fra le tante riflessioni sollevate, si incontra il titolo "Non c'è solo la 194 da difendere ma la nostra salute e la nostra vita". Si denuncia insomma una visione della salute e della psiche femminile legata a retaggi antichissimi e stregoneschi, da rimettere in discussione. Ecco cosa scrive Lorella Pintuso: « Mi chiedo come e perchè se un uomo si presenta al medico descrivendo ansia, tremore, palpitazione, stanchezza, ecc... non viene mai considerato depresso, ma fisicamente debilitato e quindi si avvia subito ad esami diagnostici mirati per individuare al più presto la patologia e la cura». E ancora: «è successo a me personalmente, curata per mesi con potenti farmaci antidepressivi per poi scoprire, quando la patologia è peggiorata, che dietro quei sintomi c'era una tiroidite avanzata. È successo ad altre amiche e persone care che sono state tutte - e ripeto tutte - scambiate per nevrotiche».

E, a questo proposito, proprio oggi si registra l'uscita di una ricerca che strizza l'occhio alla festa della donna. Arriva da Observa – Science in society e l'argomento è proprio in rosa: "Donne e Scienza 2008. L'italia e il contesto internazionale". Ci si chiede quale sia il ruolo femminile nella scienza e ci si risponde, supportati da dati, che è un ruolo marginale. Sia per il numero di ricercatrici sia per il loro guadagno rispetto ai colleghi. La busta paga rosa, in Italia, è in media del 33 per cento più bassa di quella in azzurro. Se in molti, in Europa, chiedono una maggiore accoglienza verso la donna scienziato, non è per caso.

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NOTIZIE Venerdì 07 marzo 2008 - 12:55 (737 giorni fa)

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