Dopo un anno trascorso in fase di beta, oggi il social network semantico Twine esce pubblicamente con la versione 1.0, senza riuscire ad apparire ancora come un servizio stabile.
Nato nel 2007 per mano di Nova Spivack di Radar Network, Twine (termine inglese che indica lo spago) cerca fin da subito di mostrarsi come l'ibrido dei più grandi servizi web: è un social network come Facebook, un contenitore di conoscenza condivisa come Wikipedia e un motore di ricerca come Google, con un pizzico di semantica in più. Prospettive importanti e obiettivi alti, quasi l'Eldorado della rete. Dopo un anno trascorso in beta, oggi il servizio si apre al mondo con la versione 1.0 dando il via (forse) alla nuova era del web.
«La chiamiamo knowledge networking – una rete basata sulla conoscenza –, è la prossima evoluzione dell'intelligenza collettiva del web», aveva dichiarato Spivack lo scorso anno in un comunicato stampa riportato dal Guardian. Eppure, dopo dodici mesi di beta, i numeri di membri, conversazioni e gruppi di discussione sono ancora limitati. Nessuno grida perciò alla next big thing, la prossima imperdibile applicazione in grado di arrivare anche agli utenti meno esperti, come accade invece per Facebook, Wikipedia e soprattutto Google.
Una volta portata a termine la registrazione, l'utente si ritrova con un spazio di interazione del tutto vuoto, in attesa di una personalizzazione. È delegato dunque all'utente il compito di popolare il proprio profilo, aggiungendo informazioni personali, cercando nuovi (o vecchi) contatti, entrando a far parte di comunità di discussione (chiamati appunto twine) oppure creandone di nuovi; collegandosi ai diversi twine o amici, l'utente può condividere articoli interessanti proprio per quel gruppo di discussione.
Grande libertà – troppa libertà – in grado di mettere in difficoltà anche l'utente più motivato. L'interfaccia del servizio si rivela infatti poco originale e per nulla agile: il caricamento delle sezioni è spesso lento e poco reattivo, così come la consultazione dei risultati e dei profili degli utenti o ancora le notifiche via mail. Difficile dunque dire se l'intelligenza artificiale semantica riesce a essere all'altezza delle aspettative perché l'infrastruttura di base risulta ancora zoppicante.
Fatte queste doverose premesse, si ottiene un servizio ancora acerbo per la rete e per l'uso intensivo. Un servizio che – almeno in questa fase – non è destinato neppure ad avvicinarsi ai colossi del web (sociale e non), Facebook, Wikipedia e Google. L'unica speranza per Twine resta la possibilità che il web semantico possa un giorno confermarsi finalmente come realistico scenario dell'online.
NOTIZIE Martedì 21 ottobre 2008 - 13:12 (511 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking, crowdsourcing, web semantico
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