Il sito fatto a wiki che raccoglieva le segnalazioni e le informazioni degli utenti sui comportamenti più o meno leciti di aziende e governi è stato mandato offline da un giudice della California. Dopo l'esposto di una banca del gruppo Julius Baer.
Wikileaks, il celebre sito delle "spiate" (leaks in inglese), dove utenti anonimi postavano documenti riservati su governi, banche e grandi aziende, è offline da venerdì scorso per ordine di un giudice della California. La corte americana ha imposto a Dynadot, il provider che controlla il dominio di Wikileaks, di rendere l'url intattiva, specificando che essa non potrà portare "ad altro che a una pagina bianca, fino a nuova disposizione". Questo per evitare che Wikileaks sopravviva con un altro nome.
La decisione del giudice
L'ordinanza del giudice californiano, che molti utenti del web hanno già definito come vera e prorpia censura, arriva dopo l'esposto di una banca svizzera del gruppo Julius Baer, che accusa il sito di diffamazione per aver pubblicato documenti che proverebbero attività illecite (riciclaggio ed evasione) del gruppo finanziario elvetico.
La decisione ha suscitato molte polemiche, in primis tra gli amministratori di Wikileaks, che dichiarano di non aver potuto partecipare all'udienza, visto che la convocazione "è arrivata solo poche ora prima, e per giunta via e-mail". Ma quello che più indigna, e che spinge Wikileaks a definire il provvedimento del giudice "incostituzionale", è la convinzione che l'azione legale abbia un intento prevalentemente censorio.
I portavoce del gruppo Julious Baer non intervengono nel merito, limitandosi a dichiarare che "non è possibile commentare un procedimento ancora in atto". Secondo alcune indiscrezioni però, sembra che a pubblicare la "soffiata" sulle presunte attività illecite della banca svizzera sia stato un alto dirigente della stessa, un "talpa interna" insomma, che curava gli affari del gruppo alle Isole Cayman. La Bbc riporta poi che Julius Baer avrebbe chiesto la rimozione dei documenti diffamatori principalmente per il loro impatto negativo su un altro procedimento legale a carico della società, attualmente in corso in Svizzera.
Gli inizi
Wikileaks nasce nel 2006 quando alcuni giornalisti, informatici e scienziati di tutto il mondo decidono di creare un vero e proprio database di documenti riservati o addirittura segreti. Lo scopo è fornire informazioni utili sulle attività di enti pubblici e privati, aziende e governi, sopratutto nel caso in cui queste attività siano ritenute non etiche o illecite. Nelle intenzioni dei fondatori l'obiettivo principale di Wikileacks doveva essere, almeno all'inizio, la zona sud-orientale del globo, ed in particolare i regimi autoritari di quella regione, dove l'informazione ufficiale passa inevitabilmente al vaglio censorio del potere. Ma l'occhio indiscreto del sito delle "spiate", basato sull'architettura wiki per garantire facilità di utilizzo e interattività elevata, non ha mai risparmiato l'Occidente, come testimonia la pubblciazione del riservatissimo manuale di procedura destinato ai militari di stanza a Camp Delta, Guantanamo.
Nella rete
Oggi l'indirizzo Wikileacks.org è inattivo ma il database, che può vantare più di 1 milione e 200.000 di documenti riservati e confidenziali, è ancora consultabile agli indirizzi Wikileaks.be (Belgio) e Wikileaks.de (Germania). Originariamente le pagine nazionali erano state concepite come copie di backup per difendersi da eventuali azioni censorie dei regimi autoritari (si pensava sopratutto alla Cina); non si ci aspettava certo che l'oscuramento, temuto da est, arrivasse invece da ovest. La pagina principale è comuqnue ancora attiva, ma raggiungibile solo da chi conosce l'indirizzo ip del sito (88.80.13.160).
Come andrà a finire ancora non si sa, ma è certo che quest'ordinanza non risolverà la questione. Il tribunale californiano ha chiesto al provider Dynadot di fornire tutti i record, gli account amministrativi e ogni altro dato riguardante Wikileaks. La legge non si ferma quindi, ma non si fermano neanche gli wikileakers, che dalla versione clandestina del portale dichiarano di voler "continuare a pubblicare nuovi documenti su ogni pratica illecita e illegale".
NOTIZIE Martedì 19 febbraio 2008 - 12:51 (753 giorni fa)
Argomenti trattati: wiki, user generated content
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