Tra politica 1.0 e ministri blogger

Mentre il vento dell'antipolitica torna a soffiare sull'Italia, pochi rappresentanti si sforzano di adottare lo spirito partecipativo della rete. Chi resta indietro e chi si slancia in avanti. E l'intervista al ministro Gentiloni.

La Camera dei Deputati

[Vedi anche l'intervista al ministro Antonio Di Pietro]

Due italiani su tre non hanno fiducia nel parlamento, nel governo e nei partiti politici, ci dicono i dati dell'Eurobarometro pubblicati qualche tempo fa; mentre l'82% dei cittadini pensa che i politici "siano interessati solo al potere o ai soldi". Negli ultimi giorni il "vento dell'antipolitica", per usare l'espressione del sociologo Ilvo Diamanti, ha raggelato vari leader di partito e rappresentanti istituzionali. Eppure la crisi di fiducia e di dialogo con l'elettorato non sembra aver suscitato nei politici di punta un interessamento particolare alla Rete e al suo nuovo ambiente sociale, o ai suoi strumenti di comunicazione più innovativi.

Opportunità che invece è stata colta, senza pudori, in Paesi come gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna. Da Tony Blair, che, primo premier al mondo, apre un canale su YouTube e invia video di congratulazioni ai francesi e al neo-eletto Nicolas Sarkozy, fino ai candidati alla Casa Bianca che alimentano cospicue reti sociali su MySpace o sfruttano la forza virale dei video.

I politici italiani 1.0

Da noi invece persiste un preoccupante silenzio. Anche per questo il monitoraggio dei siti politici 2007, una ricerca coordinata dal prof. Francesco Pira dell'università di Udine, non regala intense emozioni. Certo, qualche parlamentare ha finalmente aperto un blog, o almeno un sito costruito in forma più personale e dinamica: i "primi della classe" sono in questo caso gli eletti della Margherita, dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (vedi intervista più sotto) al capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini. Poi c'è il caso particolare del ministro Antonio Di Pietro, che tratteremo più avanti (vedi l'intervista). O ancora, il blog del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio.

Ma niente di più. Senza contare che nelle file del centrodestra il panorama internet si impoverisce ulteriormente: basti pensare che Berlusconi, Fini, Casini, Bossi, Buttiglione non hanno né un sito personale né tanto meno un blog, mentre i parlamentari del Polo che ne sfoggiano uno sono ancora decisamente 1.0.

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ZOOM Venerdì 01 giugno 2007 - 18:40 (1021 giorni fa)

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