The Hub: Peter Gabriel lancia lo YouTube dei diritti

Il noto musicista già attivo con la sua organizzazione di denuncia delle violazioni dei diritti umani rilancia con The Hub, un portale che raccoglie i video sul tema prodotti dagli utenti. Senza censure.

Peter GabrielEra il 1991 quando quattro agenti bianchi di Los Angeles furono ripresi da una videocamera amatoriale mentre pestavano il tassista afroamericano Rodney King. Quelle immagini fecero il giro delle televisioni globali, portando in primo piano, oltre che le tensioni razziali americane e la brutalità del dipartimento locale di polizia, la forza d'impatto dei video prodotti da comuni cittadini per segnalare violazioni dei diritti umani.

Un anno dopo Peter Gabriel, noto musicista e attivista, fondava Witness, un'organizzazione internazionale che si riprometteva di denunciare abusi e violenze attraverso la registrazione di video amatoriali. "Vedilo. Filmalo, Cambialo" recita il motto del gruppo, che da allora ha distribuito videocamere ai militanti di mezzo mondo.

Adesso però la situazione è ben diversa rispetto al 1992: c'è stata la diffusione dell'internet, dei contenuti generati dagli utenti, delle cam digitali, del citizen journalism; Witness non poteva non aggiornare la sua missione. Ecco dunque, dalla costola dell'organizzazione non governativa di Gabriel, nascere The Hub, un sito online che ha l'ambizione di diventare lo "YouTube per i diritti umani".

Anche lo slogan si è rinnovato: "Caricalo. Vedilo. Condividilo. Agisci". Il portale invita gruppi o individui a inviare i propri filmati di denuncia assicurando la massima segretezza. Sul sito non ci saranno censure, e gli utenti potranno caricare i proprio video in perfetto anonimato, perché non saranno registrati nemmeno i loro indirizzi Ip. I visitatori possono guardare i filmati selezionati dalla redazione, quelli votati dagli utenti del sito o i più recenti; scegliere una specifica regione o un'area di interesse. In futuro (per ora The Hub è ancora nella classica versione beta) si aggiungerà la possibilità di creare gruppi di discussione, raccogliere petizioni, usare mappe interattive e addirittura creare playlist di video e risorse interessanti. Alle attuali tre lingue (inglese, spagnolo, francese) si affiancheranno l'arabo, il cinese e il russo.

La decisione di garantire l'anonimato e l'assenza di censure, se da un lato è una scelta quasi obbligata per un sito del genere, potrebbe costituire tuttavia un punto debole del progetto, sostenuto tra gli altri anche da Amnesty International, Human Rights Watch e B'Tselem. The Hub infatti non si assume la responsabilità per l'accuratezza o l'autenticità dei suoi contenuti e ricorda ai visitatori di non fidarsi di quello che trovano sul sito più di quanto non facciano per il resto del web. Gli organizzatori controlleranno solo che non avvengano violazioni del copyright (agli utenti viene chiesto di pubblicare i video sotto licenza Creative commons) e nel caso si occuperanno di rimuovere i materiali sospetti.

NOTIZIE Martedì 13 novembre 2007 - 11:50 (854 giorni fa)

Carola Frediani

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Argomenti trattati: social media, videocamere, video online

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