Un sondaggio rivela che i giovanissimi conoscono e utilizzano la tecnologia come se fosse la cosa più naturale del mondo, ma non ne sono poi così appassionati come pensiamo. E amano sonnecchiare davanti alla tv.
I ragazzini hanno sempre il telefonino in mano e il lettore Mp3 in tasca, vivono in rete e dialogano con gli amici su MySpace e sono abilissimi con il joy pad. Ma non parlategli di tecnologia: per loro è un concetto astruso. Anzi, non è nemmeno un concetto, perché l'hi-tech è parte integrante dell'esistenza dei giovanissimi al pari di scarpe da ginnastica e jeans: niente di nuovo né sorprendente.
Secondo un sondaggio condotto tra i giovani di tutto il mondo da Mtv Networks, Nickelodeon, Microsoft e Viacom, solo pochissimi ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 24 anni (circa il 20 per cento) si dicono "appassionati di tecnologia", e perlopiù questi si trovano in Brasile, India e Cina. Per tutti gli altri la tecnologia è praticamente invisibile, esattamente come la televisione era "uno di famiglia" per chi ha vissuto infanzia e adolescenza negli anni '80.
Scopo dello studio, intitolato The Circuits of Cool/Digital Playground, capire come la tecnologia viene utilizzata in differenti culture. Per questo motivo è stato realizzato interpellando 18 mila tra bambini e adolescenti di 16 nazioni, quali Regno Unito, Germania, Olanda, Italia, Svezia, Danimarca, Polonia, Stati Uniti, Canada, Brasile, Messico, Cina, India, Giappone, Australia e Nuova Zelanda.
"La comunicazione digitale – dall'instant messaging agli Sms, dal social networking alla posta elettronica – ha rivoluzionato il modo in cui i giovani comunicano con i loro pari. Volevamo comprendere in modo più approfondito come questa fascia di popolazione interagisce con l'hi-tech, e di conseguenza capire che significato hanno i dati raccolti per chi studia campagne pubblicitarie rivolte a tale pubblico" ha spiegato Chris Dobson, rappresentate di Microsoft Digital Advertising Solutions.
Tra quanto è emerso dall'inchiesta, farà piacere ai genitori sapere che i loro figli non si nascondono dietro al monitor del Pc, auricolari calcati nelle orecchie, per isolarsi dal mondo e staccarsi dalla realtà, ma, al contrario, per stare in contatto con i loro amici, per divertirsi ed esprimersi liberamente: ogni dispositivo che utilizzano serve per esaltare, non per rimpiazzare, l'interazione faccia a faccia. E questo, secondo gli analisti, è un fattore di cui devono tenere conto anche i pubblicitari e i produttori di contenuti.
Come ha sottolineato Andrew Davidson, vice presidente di VBS International Insight, il modo in cui ciascuna tecnologia viene adottata e adattata alla propria realtà dipende in gran parte da fattori culturali e sociali legati al luogo di appartenenza. Quando leggiamo che il ragazzino cinese che utilizza il computer ha mediamente 37 amici online che non ha mai incontrato, che il coetaneo indiano considera il cellulare uno status symbol mentre per il giapponese il telefonino è sinonimo di privacy o, ancora, che un teenager americano e britannico su tre dice di non poter vivere senza la console da gioco, potremmo provare a farci un'idea di quale sia l'ambiente sociale in cui ciascuno di loro vive.NOTIZIE Mercoledì 25 luglio 2007 - 07:55 (965 giorni fa)
Argomenti trattati: internet, social networking, cellulari società, computer
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