Su Qbr si incontrano mezzo milione di napoletani della generazione MySpace. Un'esplosione di creatività ed esibizionismo: tra chat, colpi di fulmine, nuovi Gigi D'Alessio e novelle Sofia Loren.
Qbr. A molti lettori queste tre lettere diranno poco o nulla. Ma provate a passare da Napoli e a parlarne con qualche ragazzo fuori da un locale. Per almeno nove su dieci sarà come chiedere chi è Totò o Maradona. Magari non avranno mai sentito parlare di MySpace e Facebook, ma Qbr sì, non c'è scampo. Francesca, 16 anni, vi dirà senza troppe esitazioni: «su quel sito si parea» (e cioè: ci si diverte un mondo). Come pure Imma, che grazie a Qbr ha incontrato il suo attuale ragazzo, «ed è una cosa serissima». Zanzarina (25 anni, studentessa di Lettere) è diventata una sorta di webstar sotto il Vesuvio, riconosciuta da tutti i coetanei, in rete come per le strade della città. Lo sdoganamento finale è poi arrivato quando Daniele Bianco, giovane neomelodico «con lo stile di D'Alessio» (così lo definisce un suo fan su un forum), l'ha citato in una canzone in cui dice di aver passato «tutta 'a nuttata» ad aspettare che la ragazza si connettesse a Qbr e lei non si è «fatta acchiappà» (qui il video).
Ci sono voluti meno di tre anni - e una città intrinsecamente virale come Napoli - perché Qbr, da minuscolo portale per la promozione delle serate in discoteca (il nome è l'acronimo del gruppo di Pr "Quei bravi ragazzi"), diventasse un fenomeno dalle dimensioni strabordanti. Con ricadute sulla cultura popolare e il territorio che ha davvero pochi emuli nel mondo dei social network. Partito come una semplice chat di incontri online, è presto cresciuto a ritmi impressionanti, fino a sfiorare gli attuali 500 mila membri. E fin qui nulla di strano, se non fosse che «l'85% degli iscritti è campano, con una netta predominanza di Napoli», ci spiega Gianluca Cozzolino fondatore di Qbr. «Si tratta di un'utenza con un'età media tra i 15 e i 25 anni, abituata a frequentare il sito per incontrare gli amici, conoscerne di nuovi, ma anche per pubblicare un video girato col telefonino, o organizzarsi per l'uscita del sabato sera». Il tutto con quella spiccata propensione all'esibizionismo (basta scorrere le tante foto allusive pubblicate da un po' tutti gli utenti) e alla socializzazione che sta da sempre nel dna della città partenopea.
Ma, al di là del fenomeno generazionale e di costume, l'originalità del sito rispetto ai tanti social network esistenti online è il suo forte radicamento nella vita reale degli utenti. Con buona pace della tanto osannata orizzontalità del web 2.0, la chiave del successo di Qbr sta tutta nella sua verticalità: nella possibilità, cioè, di dar vita a relazioni che prima o poi trovano un corrispettivo anche sul territorio, in un continuum online/offline che ridefinisce molte dinamiche relazionali (così come in parte hanno già fatto i cellulari). Il tutto, ovviamente, nel bene come nel male, sottolinea Cozzolino: «Ogni giorno ci troviamo a dover fronteggiare episodi poco simpatici. La vicenda classica è: lui viene lasciato e per vendicarsi crea un falso profilo, mettendo nome, foto e numero di telefono di lei». Per ridurre al minimo questi incidenti sono stati elaborati strumenti ad hoc per migliorare la partecipazione online.
E' il caso del Real User Rank (Rur), punteggio associato ad ogni membro e che rispecchia il suo livello di attività sociale: se è alto vuol dire che si tratta di un utente vero, altrimenti è un utente falso. Un po' come su eBay, dove ci si fida di uno sconosciuto solo se ha ricevuto buoni feedback da parte degli altri acquirenti. Forte dell'esperienza maturata in questi anni, ora il team di Qbr si appresta a fare il grande salto per provare ad espandersi nel mercato internazionale. Dal 16 giugno si presenterà con una piattaforma multilingue, aggiornata nelle funzionalità e con un nuovo nome (Ciaopeople.com). Certo, dal punto di vista dell'attuale bacino di utenti si rischia di ottenere un facile effetto boomerang. I fondatori ne sono consapevoli (come dimostra questo video che annuncia il passaggio alla nuova piattaforma), ma è forte la tentazione di esportare la via partenopea al social-networking al di fuori dei confini campani. Un po' come è accaduto con le star del cinema e della musica (da Totò a Gigi D'Alessio) diventati famosi in tutto il mondo. E chissà se un giorno non vedremo Tweety21, l'icona sexy della community subito ribattezzata «la Sofia Loren di Qbr» (imperdibile la sua sexy-fotogallery scattata in un fienile), rivaleggiare con le webstar d'oltreoceano, come la sedicenne LonelyGirl15 diventata famosa con le sue videoconfessioni su YouTube (e presto riproposta anche in Italia). Magari a suon di "colpi di fulmine", il super-gettonato sistema di preferenze di Qbr, utilizzato anche per misurare la popolarità degli utenti.
(Articolo originariamente pubblicato sull'inserto Chips&Salsa del manifesto del 5 giugno 2008)
ZOOM Venerdì 06 giugno 2008 - 14:34 (819 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking
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