Due aziende europee fornitrici della tecnologia per la censura iraniana; domani a Milano si riapre il caso Vivi Down contro Google; iTunes differenzia i prezzi; gli australiani tradiscono via sms...
La censura iraniana dal volto europeo
Se il regime iraniano ha creato uno dei più sviluppati meccanismi di controllo e censura della rete, in grado di esaminare i contenuti sia caricati da singoli individui che su grande scala, è anchre grazie all'industria europea. E in particolare grazie a due giganti delle tlc d'Europa complici di aver fornito tecnologie di "deep packet inspection", pratica che permette non soltanto di bloccare la comunicazione, ma anche di acquisire informazioni sui soggetti coinvolti. Racconta il Wall Street Journal infatti che per mettere a punto i sistemi di monitoraggio è stata coinvolta una joint venture tra Siemens e Nokia, aziende che nel corso del 2008 avrebbero stretto un accordo col governo iraniano.
Wall Street Journal
Milano, si apre il processo a Google per il cyberbullismo
Un anno fa raccontavamo che i magistrati milanesi erano pronti a chiedere il rinvio a giudizio dei 4 manager Google per quell'episodio di bullismo in cui alcuni compagni di scuola sbeffeggiavano un ragazzo down a Torino (il caso chiamato dalla stampa italiana "Vivi down", dal nome dell'associazione milanese che ha fatto partire la denuncia). Il video, poi finito su YouTube, era del 2006. Oggi il Financial Times riprende la storia e annuncia che il dibattimento si riaprirà proprio domani a Milano. I 4 manager di Google (tra cui uno è oggi in pensione) sono accusati di diffamazione e violazione della privacy e rischiano fino a 3 anni di galera.
Financial Times
Prezzi variabili su iTunes? Funzionano
I prezzi non sono più uguali per tutti, almeno su iTunes. Tutti i singoli disponibili sono infatti stati classificati in tre fasce di prezzo differenti (mentre per l'album intero il prezzo non cambia): 69 cents, 99 cents, 1,29 dollari a seconda del periodo di uscita, della posizione e permanenza in classifica. La nuova politica intrapresa da iTunes è il frutto di un accordo stipulato tra Apple e le etichette discografiche per cercare di limitare i danni della crisi del mercato discografico. Nonostante il successo del download di file musicali e delle variazioni di prezzo (già disponibili da aprile) i ricavi del mercato digitale sono troppo esigui per poter pensare che possano essere loro l'unico antidoto alla crisi.
Reuters
Australiani, popolo di traditori via sms
La ricerca proposta dall'operatore telefonico Telstra, su un campione di 1.201 intervistati, ritrae gli australiani come un popolo di traditori. E i più di deboli di cuore e più sensibili all'invio di sms proibiti sembrerebbero gli uomini (27 per cento degli intervistati); proprio la formula dell'invio di brevi messaggi sembrerebbe quella più utilizzata, preferita anche alle più consuete telefonate.
Computer World
PILLOLE Lunedì 22 giugno 2009 - 12:59 (438 giorni fa)
Argomenti trattati: censura, musica, Sms, YouTube, legislazioni
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