Passa la fiaccola contro l’indifferenza

La campagna Fairplay2008 ha dato inizio ad una staffetta virtuale chiamata "Catch the flame" allo scopo di sorvegliare l’altra faccia della medaglia olimpica e di assicurarsi che dietro il logo delle Olimpiadi ci siano condizioni eque di lavoro.

A partire dal 24 Marzo la torcia delle Olimpiadi comincia la sua strada verso Pechino, ma contemporaneamente parte un'altra fiaccola, simbolo di un impegno politico e umanitario fondamentale. "Unisciti alla staffetta olimpica per i diritti fondamentali dei lavoratori! Passa la fiamma!": dice così il messaggino che sta iniziando a circolare per le vie digitali e che fa riferimento alla vetrina commerciale più redditizia che ci possa essere, quella delle olimpiadi cinesi, dietro alla quale però ci sono lavoratori sfruttati, impatti ambientali disastrosi ignorati, diritti salariali e umani violati.

Per combattere questa ingiustizia è nata la Campagna Playfair 2008, promossa dalla Clean Clothes Campaign insieme alle confederazioni dei sindacati internazionali International Trade Union Confederation e International Textile, Garment and Leather Workers Federation. Il report di PlayFair 2008 parla chiaro e in realtà nessuno può fingere di non sapere che i giochi olimpici muovano cifre da capogiro, ma anche che dietro il palcoscenico luccicante si nascondano irregolarità, violazioni e sfruttamenti è altrettanto evidente. Soprattutto se è la Cina ad ospitare i giochi olimpici. Dunque la campagna Playfair 2008, come già fece Playfair at the Olympics (Gioco Pulito alle Olimpiadi) di Atene 2004, si propone di monitorare e sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso una sorta di staffetta virtuale e avvalendosi di internet, Bluetooth e sms.

In sostanza ci si può registrare sul sito catchtheflame, mettere la propria fiaccola in corrispondenza della città di appartenenza e firmare eventualmente la petizione, sostenendo l'azione che verrà poi inoltrata al Comitato Olimpico. E' compito infatti del Comitato Olimpico Internazionale assicurarsi che i lavoratori impiegati nella massiccia industria dei giochi (con tutto l'indotto del merchandising) godano delle giuste tutele e assumersi la responsabilità di quanto avviene. Tanto per parlare di numeri ad agosto a Pechino ci saranno 800 mila visitatori esteri e 1 milione di visitatori interni. Il CIO ha già totalizzato 11 sponsor internazionali, per un valore complessivo di 866 milioni di dollari. Solo la vendita della mascotte di Pechino 2008 dovrebbe fruttare agli organizzatori più di 300 milioni di dollari.

L'ordine di grandezza degli incassi commerciali legati all'evento è spaventevole e Pechino si candida a diventare campione di incassi. Il minimo che si possa fare è offrire dunque una garanzia che nei cantieri e nelle fabbriche dove si producono i gadget siano osservate le condizioni minime e, da un'indagine realizzata nel 2006/2007 dai ricercatori di Playfair 2008, le aziende cinesi sono lungi dall'aver raggiunto standard minimamente accettabili. Del resto la scelta della Cina come sede dei giochi olimpici può essere un'occasione per guardare finalmente in casa a questa potenza economica che, fino ad ora, non ha dovuto più di tanto esporsi al giudizio altrui, riuscendo a gestire le azioni di un'impresa evidentemente irresponsabile (parafrasando un libro di Luciano Gallino) tra le pareti domestiche. Per rendere finalmente visibile la Cina e le sue scelte politiche e umanitarie e per non chiudere un occhio, passa la fiaccola, via sms o via Bluetooth. E poi firma.


NOTIZIE Mercoledì 02 aprile 2008 - 12:23 (884 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

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Argomenti trattati: internet, Bluetooth, Sms, libertà

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