OpenSocial: Google e gli altri contro Facebook

Per contrastare l'ascesa del social network di Mark Zuckerberg, Google lancia un programma che consente agli sviluppatori di realizzare applicazioni valide per vari siti sociali. Aderiscono, tra gli altri, LinkedIn, Friendster, Ning e persino Salesforce.

Eric SchmidtOpzione numero uno: se non lo puoi combattere unisciti a lui. Opzione numero due: se proprio non ci riesci, alleati con i suoi nemici. Gli adagi si sa, esprimono la saggezza della tradizione, ed è bene seguirli anche se sei l'azienda più tecnologica del mondo. E così ha fatto Google. Dopo avere meditato nei mesi passati di acquisire una quota di Facebook e di stringere partnership con il sito di social networking del momento (piano A), ha deciso di passare direttamente al piano B: cercare intese con i concorrenti.

E' all'interno del competitivo scenario dell'internet sociale, infatti, che va letto l'annuncio di OpenSocial con il quale il motore di ricerca di Mountain View spera di gettare le basi di una vasta alleanza per contrastare l'ascesa di Facebook (ma anche di MySpace). La comunicazione ufficiale arriverà domani, ma il New York Times offre la notizia in anteprima (mentre il blog di John Batteille rivela già il comunicato stampa, seppur con omissis).

Ma di che cosa si tratta esattamente? Dal punto di vista strettamente tecnico OpenSocial sarà un repertorio di API – Application Programming Interface - vale a dire quelle informazioni relative a una piattaforma grazie alle quali i programmatori sono in grado di costruire applicazioni che possano girare su quel sistema.

L'elemento caratterizzante è che all'interno di questo magazzino di 'istruzioni per l'uso' informatiche troveranno posto API che consentiranno agli sviluppatori di creare funzionalità non per una singola rete sociale ma per tutti quei siti che aderiranno al programma. Detto in altri termini, un'applicazione basata sulle informazioni di OpenSocial funzionerà su Orkut, il social network di Google, su Friendster, su Ning, su Linkedin o Salesforce, per citare quelli che hanno già aderito al programma (a cui va aggiunta Oracle). Già un buon numero di partner, non c'è che dire. A livello teorico, fra l'altro, nulla esclude che un domani possano entrare nell'alleanza anche i leader del settore, Facebook o MySpace.

A livello teorico, appunto. Perché qui si conclude il discorso puramente tecnico e si apre quello strategico ed economico. La decisione di Google, infatti ha come bersaglio diretto proprio Facebook che la primavera scorsa ha aperto le porte della sua piattaforma a tutti gli sviluppatori del mondo. Che sono così corsi in massa a mettere a punto giochini e funzionalità pensati per il sito (sono oltre 5mila ormai e 100 nuovi ne vengono inserite ogni giorno).

Il successo dell'operazione - che si spiega con la popolarità di Facebook e con l'opportunità offerta ai programmatori di mettersi in mostra - ha spinto gli avversari sulla stessa strada. Sia MySpace che Meebo hanno aperto le proprie porte a chi sa giocare con i codici. E ora, è la volta di Google.

Il quale, trovandosi su questo fronte, in una posizione di svantaggio, ha giocato la carte dell'apertura e delle alleanze. Spera cioè, unendo le forze con altri, di incoraggiare le menti più brillanti della programmazione ad arricchire anche il suo social network.

Come si sottolinea nel comunicato stampa, uniti, gli aderenti a OpenSocial raccolgono 100 milioni di utenti, una platea, si spera dalle parti di Mountain View, sufficientemente invitante per strappare qualche talento del codice a Facebook, la cui intesa con Microsoft, fra l'altro, è sempre più stretta.

NOTIZIE Mercoledì 31 ottobre 2007 - 12:50 (869 giorni fa)

Raffaele Mastrolonardo

Del.icio.us OkNotizie Segnalo Wikio

Argomenti trattati: social networking, Google

Pagina 1 di 1

Documenti allegati

  • Nessun documento allegato

Inoltre dal web

Commenti dei lettori

  • Nessun commento inserito

inserisci un commento

MEDIA VOTI UTENTI: 4 su 5

VOTA ANCHE TU

Ultimi articoli

La creatività degli appuntamenti al buio, con Chatroulette

In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....

Censura online: dal Web 2.0 al Controllo 2.0

Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...

Buone notizie dall'Afghanistan

Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...

Dipendenza da iPhone

Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...

Playstation Move, il controller di movimento della Sony

Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.

Public Data Explorer, tutti i dati del mondo

Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...

News correlate

  • d-Life - 10 ottobre 2007

    Google compra Jaiku, tra blog e cellulare

    È sempre tempo di acquisti per Google che ora aggiunge al suo impero anche la società finlandese Jaiku, specializzata in microblogging....
  • d-Life - 11 settembre 2007

    L'amico virtuale non è quello vero

    Un ricercatore della Sheffield Hallam University espone i risultati della sua indagine sugli effetti che internet ha sulla socialità: avere...
  • Next Economy - 25 ottobre 2007

    Microsoft si prende un pezzo di Facebook

    Dopo mesi di trattative, Microsoft arriva prima di tutti e investe su Facebook. Superando concorrenti come Yahoo! e Google, l'azienda di...
  • d-Life - 10 ottobre 2007

    Neighborhoods: quando eBay diventò social

    eBay, il gigante delle aste online, annuncia che metterà a punto alcuni nuovi servizi, sempre più orientati al social networking. La prima...
  • d-Life - 19 settembre 2007

    Digg, social network dell'informazione

    Il sito di news segnalate dagli utenti diventa più simile a un social network, ma non perde di vista il suo obiettivo: far emergere...