Per contrastare l'ascesa del social network di Mark Zuckerberg, Google lancia un programma che consente agli sviluppatori di realizzare applicazioni valide per vari siti sociali. Aderiscono, tra gli altri, LinkedIn, Friendster, Ning e persino Salesforce.
Opzione numero uno: se non lo puoi combattere unisciti a lui. Opzione numero due: se proprio non ci riesci, alleati con i suoi nemici. Gli adagi si sa, esprimono la saggezza della tradizione, ed è bene seguirli anche se sei l'azienda più tecnologica del mondo. E così ha fatto Google. Dopo avere meditato nei mesi passati di acquisire una quota di Facebook e di stringere partnership con il sito di social networking del momento (piano A), ha deciso di passare direttamente al piano B: cercare intese con i concorrenti.
E' all'interno del competitivo scenario dell'internet sociale, infatti, che va letto l'annuncio di OpenSocial con il quale il motore di ricerca di Mountain View spera di gettare le basi di una vasta alleanza per contrastare l'ascesa di Facebook (ma anche di MySpace). La comunicazione ufficiale arriverà domani, ma il New York Times offre la notizia in anteprima (mentre il blog di John Batteille rivela già il comunicato stampa, seppur con omissis).
Ma di che cosa si tratta esattamente? Dal punto di vista strettamente tecnico OpenSocial sarà un repertorio di API – Application Programming Interface - vale a dire quelle informazioni relative a una piattaforma grazie alle quali i programmatori sono in grado di costruire applicazioni che possano girare su quel sistema.
L'elemento caratterizzante è che all'interno di questo magazzino di 'istruzioni per l'uso' informatiche troveranno posto API che consentiranno agli sviluppatori di creare funzionalità non per una singola rete sociale ma per tutti quei siti che aderiranno al programma. Detto in altri termini, un'applicazione basata sulle informazioni di OpenSocial funzionerà su Orkut, il social network di Google, su Friendster, su Ning, su Linkedin o Salesforce, per citare quelli che hanno già aderito al programma (a cui va aggiunta Oracle). Già un buon numero di partner, non c'è che dire. A livello teorico, fra l'altro, nulla esclude che un domani possano entrare nell'alleanza anche i leader del settore, Facebook o MySpace.
A livello teorico, appunto. Perché qui si conclude il discorso puramente tecnico e si apre quello strategico ed economico. La decisione di Google, infatti ha come bersaglio diretto proprio Facebook che la primavera scorsa ha aperto le porte della sua piattaforma a tutti gli sviluppatori del mondo. Che sono così corsi in massa a mettere a punto giochini e funzionalità pensati per il sito (sono oltre 5mila ormai e 100 nuovi ne vengono inserite ogni giorno).
Il successo dell'operazione - che si spiega con la popolarità di Facebook e con l'opportunità offerta ai programmatori di mettersi in mostra - ha spinto gli avversari sulla stessa strada. Sia MySpace che Meebo hanno aperto le proprie porte a chi sa giocare con i codici. E ora, è la volta di Google.
Il quale, trovandosi su questo fronte, in una posizione di svantaggio, ha giocato la carte dell'apertura e delle alleanze. Spera cioè, unendo le forze con altri, di incoraggiare le menti più brillanti della programmazione ad arricchire anche il suo social network.
Come si sottolinea nel comunicato stampa, uniti, gli aderenti a OpenSocial raccolgono 100 milioni di utenti, una platea, si spera dalle parti di Mountain View, sufficientemente invitante per strappare qualche talento del codice a Facebook, la cui intesa con Microsoft, fra l'altro, è sempre più stretta.
NOTIZIE Mercoledì 31 ottobre 2007 - 12:50 (1038 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking, Google
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