Il No Berlusconi Day è alle porte. Ecco come è nato e cresciuto questo movimento destinato a una piazza fisica, ma generato in una piazza molto virtuale.
"Per mandarlo a casa, per contrastare non solo Mr B. ma il Berlusconismo nel suo complesso e ciò che rappresenta. Non saremo in piazza solo contro quel che oggi rappresenta la lettera B, ma per cambiare l'intero alfabeto": parole degli organizzatori del No B. Day, ovvero il giorno in cui si manifesterà a Roma invitando Mr B. a rassegnare le dimissioni per presentarsi davanti ai giudici. "A noi non interessa il dopo - sottolinea uno dei promotori, Emanuele De Pascale - a noi interessa unicamente che Silvio Berlusconi si sottoponga, come un normale cittadino, al giudizio della magistratura".
"Un'iniziativa che non ha nulla di originale, tale e quale alle tante che hanno scandito gli ultimi anni", secondo il direttore di Libero Maurizio Bel Pietro, intervenuto ad Annozero sull'affaire Berlusconi. "Nulla di nuovo, semplicemente l'ennesimo tentativo di rimuovere il Cavaliere": così il giornalista ha liquidato il giorno del no a Berlusconi. Eppure si annuncia come la più grande iniziativa di protesta nata dalla base degli utenti del web: 350 mila adesioni raccolte, 700 autobus in partenza per Roma, 4 treni speciali e un treno dalla Sardegna. Arriveranno tutti questi 350 mila? Per il momento si può solo dire che è una sfida e che già ora sta facendo parlare di sé non poco, diventando addirittura terreno di scontro per i partiti (partecipare o non partecipare?). E si può anche dire che, smentendo Bel Pietro, ha tutta l'aria di essere una protesta atipica e originale.
Secondo gli ideatori, tutto nasce da un malcontento profondo, covato da tempo, che si è riversato sulla rete e che la rete ha saputo incanalare con la sua forza virale. La rete dunque intesa non solo come strumento prezioso per un'organizzazione capillare ed efficiente, ma anche e soprattutto intesa come luogo dove sedimentano le idee e dove si coagulano consensi e dissensi, raggruppando le persone che condividono qualcosa. Macchina orizzontale: così oggi Vittorio Zambardino battezza l'onda di protesta in un articolo dove spiega dettagliatamente il funzionamento di quella che chiama tecnologia abilitante: "... la pagina Facebook, che non è stata pagata e non richiede gestione tecnologica, non è uno sfogatoio, ma un modello di organizzazione. Sulla banda laterale sinistra ci sono i contatti, sotto forma di link, a 103 "pagine" locali che a loro volta raccolgono adesioni e organizzano i pullman per la manifestazione. Si aggiungono 38 pagine aperte da persone residenti in città straniere...".
Il dissenso è cresciuto dopo che Berlusconi ha tacciato i giudici della Corte Costituzionale di essere comunisti, dopo la battuta a Rosi Bindi ("lei è più bella che intelligente"), dopo il caso Mills e il Lodo Alfano. Un giorno (era il 9 ottobre 2009) la disapprovazione è arrivata su Facebook, dove un gruppo ha deciso di raccogliere adesioni per una manifestazione nazionale, con diramazioni internazionali un po' dovunque (Vienna, San Francisco, Londra, Amsterdam, ecc.). All'inizio erano 5 persone e una pagina di Fb. Poi si unì la voce dei blogger. Infine fu creato il sito.
Il sito è viola, "colore della vitalità e dell'autoaffermazione", e si è imposto chiaramente come il crocevia dell'iniziativa, che partirà domani, 5 dicembre, da Piazza della Repubblica per poi arrivare fino a Piazza del Popolo e chiudersi in Piazza San Giovanni, con un concerto che si terrà grazie al sostegno di 3 mila artisti. L'appello è in una grande varietà di idiomi, compreso arabo, croato, estone e finlandese e dal sito si può offrire il proprio sostegno, organizzare la trasferta, seguire gli aggiornamenti in diretta e seguire il video della conferenza stampa.
Si dice che il comunicato dell'appello verrà pubblicato sul New York Times e sul Guardian, e mentre esce la notizia che la Rai nega la diretta della manifestazione, tutti i giornali e i siti di news l'hanno già battezzata la protesta della rete.
Qualcuno ha paragonato questi movimenti di protesta ai girotondi, di cui forse possono essere considerati eredi. Ma come ignorare il ruolo dei social network nell'organizzazione e nell'elaborazione del dissenso? Basti pensare che ieri sera, giovedì 3 dicembre, mentre Bel Pietro parlava da Santoro del No B. Day come di una minestra riscaldata, collegandosi a Fb si trovavano i commenti in diretta alle parole pronunciate in tv. Siamo sicuri che non sia nulla di nuovo? A proposito… Si è liberato un posto ora ora sul pullman da Pavia per Roma e i fan sono saliti a quota 355.457.
INVECE Venerdì 04 dicembre 2009 - 11:00 (104 giorni fa)
Argomenti trattati: politica, blogging
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