Nasce la Featured Artists Coalition ovvero le star della musica britannica rivogliono il controllo delle loro opere. Radiohead, Billy Bragg, David Gilmour, gli Iron Maiden e Robbie Williams chiedono più potere nel negoziare i propri diritti.
L'aspetto più sorprendente della rivoluzione digitale nel mercato della musica di questi anni non è tanto la domanda degli utenti-ascoltatori alle case discografiche di adeguarsi alle nuove possibilità tecnologiche. È piuttosto la richiesta fatta dagli artisti stessi ai loro rappresentanti di avere più voce in capitolo, di poter negoziare direttamente i propri diritti e insomma di non essere usati semplicemente come merce. Dopo che alcuni hanno deciso di gestire in proprio la promozione e la distribuzione dei nuovi brani (i Radiohead con In Rainbows ma in Italia Elio e le Storie Tese hanno fatto ben di più e prima riappropriandosi dei diritti ceduti a Sony-Bmg e tornando a possedere la propria opera dell'ingegno), l'ultima iniziativa promossa dagli artisti giunge dal Regno Unito ed è stata battezzata Featured Artists Coalition. Grandi nomi della musica inglese, di oggi di ieri e di domani, dai Radiohead a Kate Nash al chitarrista dei Pink Floyd David Gilmour, ai Verve agli Iron Maiden a Robbie Williams per finire con Billy Bragg (nella foto) - sono una sessantina i firmatari al momento – riuniti per fare lobby se non proprio sul governo, almeno sulle case discografiche. Lobby per cosa?
Le richieste degli artisti della coalizione sono importanti, tre più di altre: la negoziazione dei diritti digitali – che oggi spesso avviene senza informare i musicisti; l'affitto dei diritti d'autore per un periodo di 35 anni (attualmente vengono ceduti per 70 anni), e la clausola use it or lose it, che prevede che le opere di un artista che ha affittato i propri diritti a una casa discografica siano sempre disponibili su supporto fisico o come contenuto digitale, pena la riappropriazione dei diritti da parte dell'autore.
Sconquasso nella British Phonographic Industry, che si è detta disponibile a cercare accordi con la neonata Coalizione, che schiera tra le proprie fila il meglio, anche in termini di fatturato, della musica d'Oltremanica. Fino a quando si trattava di iniziative singole, seppure di grandi star del disco, i tentativi indipendentisti degli autori sono stati considerati come scappatelle perdonabili dalle major. Ora che i pezzi da novanta si sono associati le carte in tavola cambiano notevolmente. A prescindere dagli esiti, la Featured Artists Coalition ha già messo a segno un ottimo punto: un'aumentata coscienza di classe da parte dei musicisti.
NOTIZIE Lunedì 06 ottobre 2008 - 12:06 (697 giorni fa)
Argomenti trattati: diritto d'autore, musica, business model
Pagina 1 di 1





In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....
Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...
Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...
Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...
Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.
Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...