La malaria si combatte con un social network

Nasce una rete sociale per combattare la malattia trasmessa da una zanzara. Si chiama MalariaEngage.org ed è un'idea dell'imprenditore inglese Tom Hadfield. L'obiettivo? Raccogliere donazioni ma anche creare più consapevolezza.

Un dettaglio di MalariaEngage.orgIl social networking non è solo un luogo per svaghi e amicizie: può anche declinarsi in un sistema per dar vita a uno sforzo collettivo contro i mali della Terra. Succede con un imprenditore inglese, Tom Hadfield, che dopo essere diventato famoso per il suo Soccer.net – sullo sport del calcio – e dopo un istruttivo viaggio in Africa, ha abbracciato la causa di chi combatte contro la malaria e ha dato vita a MalariaEngage.org, sito social che raccoglie incontri, scambi di opinioni, aiuti, soldi contro questa malattia che miete vittime soprattutto in Africa.

«È scioccante che migliaia di persone muoiano ogni giorno di una malattia che si può facilmente prevenire», dichara l'imprenditore. E il potere dell'aggregazione e del passaparola è l'ideale per muoversi senza aspettare le istituzioni, per sensibilizzare ma anche per realizzare progetti concreti. Hadfield infatti nel suo MalariaEngage di interventi ne offre sette, tutti localizzati in Tanzania e raccomandati dal Tanzania's National Institute for Medical Research. Ognuno sponsorizzabile con una donazione di dieci dollari. I fondi sono importanti: Hadfield stesso ha spiegato di aver incontrato molti medici e ricercatori che lavorano al problema ma che rimangono schiacciati o bloccati a causa della mancanza di risorse.

Ma il sito non nasce come un mezzo per raccogliere soldi, specifica Hadfield a Reuters. Il potere del social networking è grande e permette per esempio di tenere in costante contatto chi si avvicina a uno dei sette progetti con chi lo sta realizzando sul campo, seguendone i progressi. Uno di questi è quello di diffondere sul territorio alberi di limone, che repellono in modo naturale le zanzare responsabili della diffusione della malaria.

L'opportunità di mettere in comunicazione giovani ricercatori, studenti e volenterosi è un altro asso nella manica del sito. Permetterà, nell'idea del fondatore che ha raccolto due compagni di viaggio nei professori Peter A. Singer e Abdallah S. Daar, di trovare nuove idee per combattere questa malattia, di proporre consigli e progetti pensati anche per altri Paesi perché la Tanzania non rimanga il confine di questa impresa.

NOTIZIE Lunedì 21 aprile 2008 - 12:26 (688 giorni fa)

Serena Patierno

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Argomenti trattati: social networking, ricerca mondo

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