Ricercatori dell'HP Lab hanno studiato i meccanismi di socializzazione sul popolare sito di microblogging analizzando una base di 300 mila account.
Partendo dalla considerazione che la rete sociale è considerata un importante mezzo per la diffusione di idee ma anche di dinamiche e fenomeni virali, e che sia il mondo della politica che quello della pubblicità e quello dell'istruzione sono consapevoli delle infinite potenzialità di questa forma di interazione sociale, gli esperti di HP hanno focalizzato l'analisi su Twitter e sulle effettive modalità con cui gli utenti si relazionano fra loro al suo interno.
Dall'indagine di oltre 300 mila account (più o meno il 6 per cento del totale iscritti al servizio di microblogging) è emerso che, nonostante il concetto di social network evochi l'immagine di una rete estesa di relazioni condivise dagli utenti che ne fanno parte, nella realtà ogni utente interagisce veramente solo con pochi soggetti. Si stima così che all'interno di Twitter ogni utente abbia in media circa 80 amici e altrettanti follower, ma che poi, in pratica, comunichi più frequentemente con un gruppo molto più ristretto di persone. Questo anche perché sono numerosi gli account per così dire fasulli e quelli che non producono contenuti, ma che si ritrovano ovunque come seguaci di chicchessia.
Inoltre, se mediamente l'utente Twitter pubblica 36 messaggi al mese, solo il 25 per cento dei tweet è rivolto direttamente agli amici: gli altri sono più generici aggiornamenti circa il proprio stato d'animo o attività. Per quanto riguarda la base utenti effettivamente attiva, le statistiche parlano di un 68 per cento circa del totale: gli utenti che pubblicano più messaggi sono quelli con la rete di amici veri più estesa, mentre a quanto pare avere semplicemente un network esteso di "seguaci" e di "seguiti" non è altrettanto stimolante alla pubblicazione di nuovi contenuti, o perlomeno lo è ma fino a un certo punto.
In sostanza, quindi, gli utenti più influenti all'interno di questi sistemi non sono tanto quelli con il network più esteso, quanto coloro che all'interno della twittersfera hanno creato una vera e propria rete sotterranea (il cosiddetto "network nascosto") di relazioni vere, più difficilmente identificabili. Perché non bisogna scordare che "l'esistenza di un collegamento tra due persone qualsiasi non significa necessariamente che tra di loro vi sia interazione".
NOTIZIE Martedì 09 dicembre 2008 - 14:34 (461 giorni fa)
Argomenti trattati: Twitter, Hp, social networking
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