I candidati alla presidenza Usa, Obama e McCain, tornano a sfidarsi online. Questa volta il botta e risposta è a base di messaggi postati sulla nota piattaforma di microblogging Twitter. Un dibattito in 140 caratteri.
Ancora una volta i luoghi dell'internet sociale sono prescelti dagli uomini della politica come strumento di comunicazione. Dopo YouTube, infatti, è ora la volta di Twitter: McCain e Obama si servono del popolare servizio di microblogging per diffondere il loro pensiero tra gli elettori.
L'annuncio dell'iniziativa è stato pubblicato lo scorso fine settimana sulle pagine del sito TechPresident, dove viene spiegato che nelle giornate di oggi e domani due rappresentanti dei candidati alla Casa Bianca terranno un dibattito su Twitter, appunto. A rappresentare John McCain e Barack Obama vi sono rispettivamente Liz Mair, capo della comunicazione del Republican National Committee, e Mike Nelson, professore della Georgetown University, già uomo di Gore ai tempi di Bill Clinton e ora consigliere di Obama per le questioni inerenti media, tecnologie e telecomunicazioni.
A moderare il dialogo vi è Ana Marie Cox, redattrice blogger del Time. Spetta a lei decidere se e quando un tema sia stato sufficientemente argomentato dai due rivali, come pure stabilire l'opportunità di far intervenire altri utenti Twitter nella conversazione con le loro domande e le loro considerazioni.
Il "micro dibattito" è un'idea del Personal Democracy Forum (PdF) e si è aperto proprio oggi, in corrispondenza con l'inizio della conferenza annuale del PdF a New York, che durerà fino a domani sera. Così in queste due giornate Ana Marie Cox provvederà a pubblicare su Twitter un paio di domande e i due rappresentanti politici devono a loro volta argomentare postando le proprie risposte, senza limitazioni di sorta se non quelle della nota piattaforma, che prevede un massimo di 140 caratteri per ogni post inviato online. I due protagonisti dell'evento hanno comunque la possibilità di ovviare al problema spezzando le proprie dichiarazioni in più parti, oppure pubblicando un link a una pagina esterna.
Non si può negare che si tratti di una strategia di comunicazione decisamente accattivante, questa che torna a coinvolgere il web 2.0, soprattutto se consideriamo che Mair e Nelson vanno a discutere proprio delle politiche che il governo dovrebbe adottare per risolvere problemi che riguardano l'ambito della tecnologia. Resta da vedere se alla fine saranno stati sufficientemente concisi ed esaurienti per gli standard di Twitter.
NOTIZIE Lunedì 23 giugno 2008 - 15:16 (802 giorni fa)
Argomenti trattati: politica, Twitter
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