Il governo russo ha chiuso AllOfMp3, rivale di iTunes nella distribuzione di musica online e spesso denunciato dalle etichette discografiche. Le major reagiscono compiaciute ma prudenti: Putin fa sul serio o è solo un'operazione cosmetica per entrare nel Wto?
La bestia nera dei colossi del disco chiude. Il sito russo Allofmp3.com, che vanta nel suo curriculum una sfilza di cause da parte delle etichette musicali per distribuzione illegale di brani, non è più raggiungibile.
Il servizio si vantava di essere il più grande distributore di musica online dopo iTunes (5 milioni di abbonati), grazie a prezzi di molto inferiori rispetto alla concorrenza (dai 10 ai 20 centesimi a file, il 15 per cento ai titolari di diritto d'autore). Media Services, la società proprietaria del servizio, ha comunque messo in piedi in tutta fretta un sito gemello, mp3Sparks.com che offre agli utenti il medesimo catalogo.
Insomma, la battaglia potrebbe non essere conclusa. Anche se, pur con le cautele del caso, l'industria discografica esprime soddisfazione. «La notizia dell'apparente chiusura del sito pirata russo allofmp3 è sicuramente positiva», afferma Enzo Mazza, presidente della Fimi, che in passato si era già attivata contro il sito che offriva brani anche di autori italiani. «Proprio nei giorni scorsi la Fpm, federazione contro la pirateria musicale, aveva presentato una nuova denuncia contro i titolari della Media Services presso la Procura della Repubblica di Milano. Ora sarà nostra cura monitorare con attenzione gli sviluppi collegati a tale sito e ad altri che dovessero rimpiazzarlo».
“La notizia dell'apparente chiusura del sito pirata russo allofmp3 è sicuramente positiva„
«AllOfMp3 ha violato le leggi sul copyright russe distribuendo musica che non aveva diritto di riprodurre e vendere. Se questa è la fine di Allofmp3, è una buona notizia», ha detto a Bbc.
"Se", appunto. Il comprensibile buon umore non lascia però spazio ad illusioni. La contesa dei discografici contro il sito russo va infatti avanti da troppo tempo per poter cantare vittoria a cuor leggero. Come spiega Mazza: «Già nel 2005, da una denuncia di Fpm, era nata un'operazione che aveva portato alla chiusura di un portale di riferimento italiano e inoltre la stessa Fimi aveva attivato anche l'Ambasciata italiana a Mosca ottenendo assicurazioni di un intervento da parte del Delegato alla proprietà intellettuale del Governo di Mosca».
D'altronde l'immediata apparizione del clone mp3Sparks.com non consente ai discografici di dormire sogni del tutto tranquilli. «Il fatto che la chiusura di AllOfMp3.com abbia semplicemente portato all'apertura di un sito gemello da parte della stessa società mostra che c'è bisogno di azioni più incisive da parte delle autorità russe», ha ha scritto sul suo blog, Mark Mulligan, analista di Jupiter Research.
Resta vero, tuttavia, che il sito potrebbe essere diventato scomodo per il governo in un periodo in cui la Russia sta attivamente cercando di mostrarsi pronta per l'ingresso nell'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto). La chiusura potrebbe dunque essere letta come una mossa all'interno di questa partita più grande. Non a caso, fa notare Mulligan, l'evento arriva «giusto in tempo per i colloqui bilaterali tra Bush e Putin».
Anche se, conclude l'analista, è difficile eliminare il dubbio che si tratti «di un'azione cosmetica da parte di un governo il cui intento è quello di soddisfare i criteri di accesso al Wto ma sembra meno incline a mutare le pratiche russe relative al copyright nei new media».
NOTIZIE Mercoledì 04 luglio 2007 - 07:55 (988 giorni fa)
Argomenti trattati: musica, copyright, diritto d'autore
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