Gli utenti turchi manifestano su Google Maps per protestare contro le limitazioni alla Rete: nel paese non è infatti possibile accedere a diversi siti. E Twitter, per evitare problemi in paesi come Cina e Iran, sta lavorando a un sistema anti-filtro.
Se il tema della censura della Rete da parte dei governi è diventato incandescente dopo lo scontro Google-Cina e il successivo discorso del segretario di Stato Hillary Clinton, dalla Turchia si apre un nuovo fronte. A emergere in questi giorni è infatti la notizia di una manifestazione virtuale organizzata dagli internauti turchi su Google Maps. Nel Paese che si affaccia sul Mar Nero da tempo sono censurati siti come YouTube e Last.fm e così molti cittadini hanno deciso di inscenare una marcia di protesta di pixel. Il concentramento è a Istanbul, a piazza Taksim, dove gli utenti possono segnalare la propria presenza piantando una bandierina sulla mappa online. Una volta raggiunto un certo numero, i dimostranti si dirigeranno al parlamento di Ankara, anche qui, pixel dopo pixel.
I manifestanti – spiega Mashable, il sito di informazione sul web 2.0 – utilizzano i documenti condivisi di Google Docs per organizzarsi e situarsi sulla mappa. Inoltre invitano gli internauti di tutto il mondo a partecipare alla marcia in segno di solidarietà.
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Giovedì 04 febbraio 2010 - 14:23 (211 giorni fa)
Argomenti trattati: censura, Google
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