Un ulteriore e ultimo indizio arriva dalla maturità politica e tecnologica globale. Basti pensare al lavoro incessante della Information society and media della Commissione Europea, che sovvenziona progetti internazionali, lancia linee guida, si concentra da qualche anno sulla tecnologia per la creazione, la gestione, e soprattutto il riuso delle tecnologie e dei contenuti. E a usufruire dei suoi fondi sono molte aziende, enti pubblici, università e consorzi: quelli che citiamo in questo servizio sono solo una minima parte del totale.
Spyridon Pilos, che in questa commissione è il responsabile per l'educazione, in visita al convegno "Training in action 2007" che si è svolto ai primi di giugno a Sestri Levante, è prodigo nel raccontare i passi in avanti nel settore. Innanzitutto ricorda un passaggio strutturale ma fondamentale per capire in che modo l'e-learning si è evoluto: «Prima il focus era tutto sulla tecnologia, ora è concentrato sul processo. Dunque l'utente, colui che deve apprendere, è al centro».
Da qui il concetto cardine (e un programma comunitario con lo stesso nome) di Tel, Technology enhanced learning, ovvero quel processo che prevede di supportare soluzioni centrate solo sull'utente, capendo i bisogni formativi delle persone: come affrontano, i discenti, il processo mediato dalle tecnologie? E in merito al Tel, un programma di lavoro europeo è in corso per il biennio 2007/2008, con budget totali di oltre 100 milioni di euro.
Il prossimo appuntamento per condividere e fare il punto sullo sviluppo dei progetti è a Creta, a settembre, dove si terrà la seconda conferenza europea sul Technology enhanced learning. Sempre dedicata al Tel, esiste anche una associazione con sede ad Hannover.
Mentre i progetti in cui anche l'Italia è coinvolta attivamente sono molti e tutti interessanti. Dai già collaudati EleGI, European learning grid infrastructure, che punta a creare una learning grid che si basa sui principi di collaborazione, contestualizzazione, oggetti formativi basati sulle esperienze dei singoli, a iClass, che mira a creare un sistema e un ambiente di open learning, a progetti il cui avvio è più recente: come Kaleidoscope, un grande network di esperti e ricercatori in campi diversi che condividono le loro professionalità, o ancora Aposdle, esempio di lifelong learning, ovvero di formazione continua, in questo caso informale e calata nel quotidiano.
Il filo conduttore dei progetti sta, ancora una volta, nell'approccio utilizzato: come ricorda Spyridon Pilos, «finalmente si è capito che l'approccio all'e-learning è cognitivo, organizzativo, pedagogico e tecnologico insieme». Tutte qualità che insieme si ricercano nei nuovi professionisti dell'e-learning, dai curriculum quanto mai ricchi, che devono essere insieme formatori, umanisti, divulgatori e dunque un po' comunicatori o giornalisti, e anche tecnici, o almeno profondi conoscitori dei mezzi che utilizzano.
ZOOM Venerdì 22 giugno 2007 - 16:06 (997 giorni fa) Pagina 2 di 4
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