Il mondo virtuale va alle elezioni

I cittadini del gioco multiplayer Eve Online accusano di corruzione la società sviluppatrice: avrebbe favorito i giocatori di una fazione politica. Elezioni democratiche per risolvere il problema.

Eve Online

Quando Jean-Marie Le Pen, John Edwards, Ségolène Royal e Antonio Di Pietro (per citarne alcuni) hanno fatto il loro ingresso in Second Life, molti residenti del metamondo dei Linden Lab di sicuro hanno pensato "ecco, la politica ci ha raggiunti anche qui". Ad alcuni l'idea non piace per nulla, e non ne hanno fatto mistero per esempio coloro che hanno portato il proprio avatar alla dimostrazione organizzata di fronte al Le Pen Centre, per protestare contro la presenza inworld del quartier generale del Front National. Come a dire che perlomeno nel mondo di pixel dovremmo cercare di non schierarci ed essere neutrali.

Tuttavia, la politica fa parte della nostra realtà – anche virtuale – e lo dimostra quanto sta succedendo in un altro gioco multiplayer, Eve Online (che conta circa 200 mila utenti), ambientato in un mondo governato da un'economia capitalista all'interno della quale i membri dei vari imperi in cui è suddivisa la società devono riuscire ad affermarsi, guadagnando il rispetto dei nemici e conquistando la lealtà e fedeltà degli amici.

In questi giorni il regno di Eve è in crisi, perché il governo del metamondo, ovvero uno degli impiegati della società sviluppatrice del gioco (l'islandese CCP Games), avrebbe slealmente favorito una fazione politica rivelandole alcune preziose "dritte tecniche", dandole quindi un vantaggio sulle altre alleanze. Queste ultime si sono quindi unite in rivolta, protestando e minacciando di abbandonare il campo.

In risposta alle accuse mosse al suo impiegato, CCP ha spiegato che non si è trattato di un'azione sleale volontaria, ma di un problema verificatosi mentre il tecnico stava effettuando un debug del sistema, il che ha reso visibili a una parte dei giocatori una serie di menu e opzioni nascoste.
Ma questo non è bastato a convincere quanti sono stati danneggiati dall'accaduto, e nei message board dedicati a Eve si sono susseguite numerose le voci dei giocatori che sostengono di non avere più fiducia in CCP.

Così, per placare gli animi e sconfiggere lo spettro della corruzione, lo sviluppatore ha deciso di affrontare il problema indicendo le elezioni per la nomina di nove membri di un comitato di sorveglianza che assicuri la democrazia. Una volta nominati, questi rappresentanti saranno invitati in Islanda presso la sede di CCP, dove assisteranno personalmente alle operazioni tecniche che dovrebbero ristabilire l'ordine e quindi riferire direttamente ai cittadini di Eve.

«Le sensazioni sono reali, e se una parte consistente della comunità di Eve ha la percezione che CCP non sia imparziale, che si tratti di una verità oppure no, alla fine tale sensazione diventa reale», ha dichiarato Hilmar Petursson, amministratore delegato di CCP. «Eve Online non è un gioco per pc ma una nazione emergente, e noi dobbiamo affrontare il problema come se si trattasse di accuse di corruzione mosse ad un'intera nazione», ha aggiunto Petursson, spiegando inoltre che «Un governo non si difende da tali accusi semplicemente dicendo di non essere corrotto, nessuno gli crederebbe. È necessario creare delle istituzioni salde e trasparenti, in grado di guadagnare la fiducia della popolazione».

Le elezioni del comitato di controllo si terranno il prossimo autunno.

NOTIZIE Venerdì 08 giugno 2007 - 13:51 (1183 giorni fa)

Alessandra Carboni

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Argomenti trattati: Second Life, virtual world, altre economie, giochi online, videogiochi

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