In cinque puntate la storia dell'intrattenimento elettronico andrà in onda sul canale americano dedicato al mondo della scienza. Non sarà un semplice excursus, ma un'analisi di come i videogiochi hanno cambiato e sono stati cambiati dai tempi.
Dopo i misteri della fisica, della biologia e del regno animale, anche i videogame diventano oggetto di osservazione scientifica e comportamentale, quindi "degni" di entrare nel palinsesto di Discovery Channel. Il canale di divulgazione americano ha infatti annunciato che a partire dalla prossima settimana manderà in onda 5 puntate di un nuovo documentario interamente dedicato al mondo dei videogiochi.
Intitolata "Rise of Videogame", la serie non sarà semplicemente un riepilogo della storia di console e giochi celebri, bensì un approfondimento che permetterà agli spettatori di comprendere come la politica e la società hanno influenzato i disegnatori e ridefinito i videogame con il passare del tempo, dalla console Atari degli anni ‘70 a oggi.
Il primo episodio (della durata di un'ora) è in programma per mercoledì 21, e nelle 4 settimane successive saranno trasmessi gli altri, sempre di mercoledì, ma purtroppo non nel canale italiano. E così, i telespettatori impareranno che i primi creatori di giochi elettronici venivano guardati con sospetto dal pubblico, un po' come è avvenuto per le prime star del rock&roll, e che l'industria dei videogame non è nata da un boom, ma si è sviluppata lentamente, alimentata da coloro che fin dall'inizio hanno creduto che ci fosse la possibilità di conquistare il mercato dell'intrattenimento.
La panoramica di Discovery Channel osserverà quindi i cambiamenti fondamentali che hanno caratterizzato il settore: si passerà dalle navicelle spaziali di Space Invaders alle avventure dei primi protagonisti "umani" di storie complesse, spesso eroi presi in prestito da film di successo, come Rocky e Guerre Stellari, ma anche personaggi creati appositamente per il mondo videoludico, Super Mario in primis. Si arriverà quindi allo sviluppo dei primi giochi tridimensionali, che hanno portato con sé critiche e pagine di analisi di specialisti del settore, che si domandavano se tale genere di divertimento non stesse diventando un po' troppo realistico, spesso anche troppo violento e perfino addicting.
Infine, passando per i primi giochi "intelligenti" (come SimCity), in cui è possibile simulare la creazione e l'animazione di un mondo intero sperimentando vari processi di causa-effetto, si è arrivati ai giochi emozionali, ovvero quelli che permettono di creare veri contatti sociali all'interno di mondi virtuali: alla terza dimensione se ne è quindi aggiunta una quarta, quella emotiva, che coinvolge ulteriormente il giocatore chiamando in causa i sentimenti. E creando di fatto una nuova forma di dipendenza, ovvero quella del videogioco socio-interattivo che supplisce a ciò che spesso non è possibile trovare nella realtà: relazioni personali alla pari.
NOTIZIE Lunedì 12 novembre 2007 - 12:36 (856 giorni fa)
Argomenti trattati: videogiochi, entertainment, console
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