Il web e la carta stampata, il manifesto e Slow Food. Il racconto di una giornata in ricordo di Carlini.
GENOVA - Cosa hanno in comune le pescatrici della Mauritania ed internet, la crisi della politica e la ricerca della felicità, il giornalismo dal basso e i lavoratori (sfruttati) della conoscenza? Sono tutti nodi della gigantesca galassia di interessi e curiosità attraversata da Franco Carlini, studioso di cultura digitale e, ovviamente, giornalista del manifesto. Come ben sanno molti lettori, Franco è mancato improvvisamente nel 2007, proprio mentre stava lavorando ad un saggio sull'economia del dono e della felicità: due temi che forse rappresentavano la chiusura del cerchio del suo eclettico percorso intellettuale, passato negli anni dalla scienza pura e dura alla rete, dalle illusioni della democrazia elettronica all'analisi dei corto-circuiti tra giornalismo di carta e di web, fino al riemergere di saperi (come la cultura contadina del cibo) che aderivano ad una logica altra rispetto a quella capitalistica.
E proprio questa alterità è stata al centro della tavola rotonda "Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete" organizzata ieri a Genova. Più che una giornata dedicata alla personalità di Carlini (cosa che, nella migliore delle ipotesi, l'avrebbe fatto sorridere, e nella peggiore arrabbiare), è stata un'occasione per ripercorrere i mille rivoli in cui si scomponevano i suoi interessi. E, dunque, si è parlato di cittadinanza digitale e di come le tecnologie della comunicazione danno vita tanto a nuove forme di partecipazione quanto di esclusione civica: una sfida per le amministrazioni pubbliche che, come sottolineava lo studioso Manuel Castells ricordato da uno dei relatori, dovrebbero diventare il baluardo della difesa dell'interesse pubblico contro le ingerenze delle grandi aziende.
Spazio anche per i bilanci critici sulle aspettative create da internet: davvero la rete ha liberato quella forza rivoluzionaria in grado di scardinare gli equilibri di potere e far emergere nuovi modelli (organizzativi, ma anche economici ed etici) in grado di superare un capitalismo ormai logoro? C'è chi, come il giornalista e saggista Luca De Biase, considera il web una grande opportunità, forse non destinata a cambiare il mondo, ma «in grado di mettere in discussione il pensiero unico economico e la mediologia della manipolazione». Per De Biase «le reti si sono dimostrate molto potenti per contrastare le gerarchie» ma al tempo stesso «non sono ancora capaci di generare agende condivise intorno a cui permettere alle persone di decidere in maniera decentrata ed autonoma».
Un limite, questo, che diventa critica estrema nelle analisi di Carlo Formenti, sensibile alle tematiche del potere e dei conflitti che dalla società si riflettono sul mondo virtuale: «L'economia del dono può essere altruista e sovversiva, ma può essere anche funzionale ad una nuova fase del turbocapitalismo in cui si affermano multinazionali come Google, Facebook, MySpace che hanno sete di contenuti generati dal basso per far crescere i propri profitti. Questo perché il capitale è molto più veloce delle masse di utenti nell'adattarsi e trarre vantaggio dalle trasformazioni in atto». Tra possibilismo e pessimismo, c'è chi si dice ottimista sul nuovo volto del capitalismo nell'epoca della knowledge economy. È il caso del giornalista Enrico Grazzini che vede l'emergere di una nuova classe sociale, quella dei lavoratori della conoscenza, che può essere l'agente di una trasformazione del sistema in grado di superare il capitalismo. A patto però di superare quelle sacche di divario tra chi ha fatto un salto nel nuovo mondo digitale e chi ancora sta dall'altra parte del guado.
Un fossato che penetra anche dentro le testate giornalistiche nella loro transizione dalla carta al web, così come ha raccontato Anna Masera (responsabile de LaStampa.it), sottolineando come nei giornali ci siano ormai due redazioni in conflitto: quelli che lavorano sulla carta, vivono secondo logiche gerarchiche e non vogliono saperne nulla di web (almeno fino a quando non arriverà il nuovo contratto); e quelli del web che invece stanno già sperimentando forme di organizzazione orizzontale, aperte oltretutto ai contributi dei lettori. La rete che cambia lentamente anche i vecchi mediasauri, quindi, e che al tempo stesso diventa anche un modello di riferimento per un recupero di quei saperi e conoscenze pratiche (come le tante "ricette" riscoperte da Slow Food, a cominciare da quelle della Mauritania) che recuperano la tradizione per indicare la strada di un futuro più sostenibile. Come amava ripetere Franco, un piatto è fatto di materie prime (gli ingredienti) e della ricetta (la conoscenza) con le istruzioni per mettere insieme tutti gli elementi. Solo se sapremo conservare e poi condividere con carattere altruistico questa parte immateriale, si potrà «creare turbamento, provocare, alimentare la contestazione» e, forse, chissà, trovare la felicità.
Il convegno
«Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete», questo il titolo del convegno organizzato ieri a Genova in memoria di Franco Carlini.
Franco Carlini
Giornalista del manifesto (fin dagli inizi), dove ha curato per anni la rubrica Chip&salsa, fondatore di Totem, società di web design e web content. Considerato uno dei più grandi esperti italiani del web, ha collaborato con numerosi altri giornali, con RadioRai3 e insegnato all'Università di Genova. È morto prematuramente per un malore il 30 agosto del 2007.
I suoi libri
Gli ordini del caos (manifestolibri, 1991); Dalle forze ai codici (manifestolibri, 1992); Tornano i DNAsauri. I segreti di Jurassic Park (manifestolibri, 1993); Nuove servitù. Lavoro servile, dipendenza personale. Il ritorno dell'obbedienza produttiva (manifestolibri, Roma, 1994); Chips & Salsa. Storie e culture del mondo digitale (manifestolibri, 1995); Internet, Pinocchio e il Gendarme. Le prospettive della democrazia in rete (manifestolibri, 1996); La realtà virtuale (AAVV, a cura di J.Jacobelli, Laterza, 1998); Lo Stile del Web. Parole e immagini nella comunicazione di rete (Einaudi, 1999); Divergenze digitali. Conflitti, soggetti e tecnologie della terza internet (manifestolibri, 2002); Parole di carta e di web. Ecologia della comunicazione (Einaudi, 2004).
Articolo originariamente pubblicato su il manifesto del 21 gennaio 2009.
Mercoledì 21 gennaio 2009 - 11:51 (590 giorni fa)
Argomenti trattati: giornalismo, e-government, e-democracy, altre economie
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