Una ricerca promossa dalla British Library smaschera i comportamenti tecnologici dei giovanissimi: molte informazioni visuali, ma il testo resta il mezzo prediletto per gli approfondimenti. E, purtoppo, molto copia-incolla.
Cosa cerca nella tecnologia la generazione Google, ovvero i ragazzi nati a partire dal 1993? Interazione e immagini, mentre le ricerche testuali non sono una fonte di informazione apprezzata. Ad affermarlo è uno studio inglese che delinea il prototipo del piccolo utente del web, confermando alcuni pregiudizi e smascherandone altri. La ricerca, intitolata "Information behaviour of the researcher of the future" e promossa dalla British Library e dal comitato britannico per le tecnologie informatiche (Joint Information Systems Committee), ha inoltre analizzato in che modo i giovanissimi usano la tecnologia per condividere e ricercare le informazioni scolastiche.
La generazione Google è composta da quei ragazzi che, come indica il nome stesso, sono nati con il motore di ricerca di Mountain View e che, per questo motivo, vedono Google come la soglia del web, attraverso cui passa ogni informazione. Una definizione temporale, quindi, ma anche comportamentale. Effettivamente i dati confermano questa tendenza e, proprio tra le premesse della ricerca inglese, si scopre che l'89 per cento degli studenti universitari usa proprio il motore di ricerca come fonte primaria di informazione. Eppure, nonostante la necessità di affidare l'esplorazione del web a Google, questa giovane generazione è tutt'altro che esperta nella ricerca e non c'è alcuna sostanziale differenza – in questo ambito – rispetto agli individui di altre età.
L'uso massiccio dei motori di ricerca è rassicurante però sul ruolo del testo scritto: nonostante l'attenzione sia attirata spesso da immagini e video, il testo resta il mezzo prediletto per gli approfondimenti online. Inoltre, i contenuti multimediali sono tendenzialmente preferiti al testo solo nel breve termine, mentre i contenuti scritti mantengono elevato l'interesse anche dopo diverso tempo.
Diversamente da quanto ci si aspetterebbe, invece, alcuni tratti del rapporto con la tecnologia sono comuni ad adolescenti e ad adulti. L'apprendimento delle funzionalità dei nuovi gadget tecnologici, per esempio, non avviene con un procedimento di prove ed errori, come si potrebbe pensare, ma si è ancora legati al libretto delle istruzioni. Anche la necessità di essere sempre più connessi non è una caratteristica generazionale, ma coinvolge utenti di ogni età senza rilevanti differenze tra più o meno giovani che utilizzano già il web. Infine, la generazione Google non è più impaziente degli adulti odierni, semplicemente questi ultimi hanno un termine di confronto nell'era pre-computer.
Un'ultima – ma spinosa – questione riguarda il rapporto delle giovani generazioni con l'autorità; se qualcosa in questa relazione sta cambiando per mano delle tecnologie, è anche vero che le informazioni riportate dagli insegnanti o dai libri di testo vengono comunque percepite come più affidabili rispetto a quelle trovate in Rete. Lo stesso vale per il rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale verso le quali c'è lo stesso livello di consapevolezza degli adulti, nonostante vengano percepite come restrittive. Mentre i casi di negazione dell'autorità sono imputabili semplicemente alla ribellione giovanile presente in ogni generazione. La ricerca conferma però la tendenza al copia-incolla: i casi di plagi sono sempre più frequenti tra i giovani utenti della Rete.
NOTIZIE Lunedì 21 gennaio 2008 - 12:13 (956 giorni fa)
Argomenti trattati: internet, ricerca
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