Facebook vuole il tuo sangue

Mentre Mark Zuckerberg rilascia un'intervista al BusinessWeek, Facebook presenta due nuove applicazioni, frutto di partnership con una major del cinema e un'organizzazione no-profit. Tra il diavolo e l'acqua santa, c'è posto anche per un mea culpa.

Mark Zuckerberg insieme a Sarah LacyMolte novità per il social network di Mark Zuckerberg, il miliardario più giovane al mondo secondo Forbes.
Inizia oggi ufficialmente la collaborazione tra il social network e Takes All Types, organizzazione no-profit di New York impegnata nelle donazioni di sangue. Grazie all'applicazione disegnata per Facebook – e già in prova nell'ultimo mese – ogni utente-donatore può dichiarare gruppo sanguigno per aiutare il coordinamento nelle situazioni di emergenza o nel caso di esaurimento delle scorte. Avvisi via email o via sms vengono infatti inviati a chi sottoscrive il servizio, sia per effettuare campagne mirate per gruppo sanguigno e aree geografiche, sia per ricordare i termini delle donazioni periodiche individuali. L'obiettivo di Takes All Types è proprio quello di creare una rete capillare di donatori e di migliorare la comunicazione tra le strutture ospedaliere e le persone grazie ai social media, mobilitando gli utenti-donatori in modo efficace.

La colpa di Zuckerberg
Proprio ieri, il fondatore di Facebook ha attirato una gran folla nel Texas, in occasione di una presentazione iniziata con un'intervista condotta pubblicamente da Sarah Lacy, giornalista di BusinessWeek che nell'estate del 2006 ha firmato la cover story dedicata a un altro giovane prodigio del web: Kevin Rose. Dall'intervista non sono escluse le domande scomode, come ammette la stessa Lacy sul proprio blog. Ed è proprio una questione spinosa ad attirare l'attenzione maggiore su Zuckerberg. Dopo i disagi iniziali e il successivo cambio di rotta, il meccanismo di suggerimenti commerciali Beacon continua infatti a sollevare polemiche; è il fondatore stesso di Facebook a fare un mea culpa ufficiale, ammettendo che questo sistema era un po' prematuro per i tempi e che, soprattutto, non dava alcun controllo agli utenti: più potere si lascia alle persone, più queste saranno disposte a condividere le informazioni. In verità, l'intervista non è andata per il meglio; è il giornalista Jeff Jarvis ad analizzare le domande di Sarah Lacy e ad attribuire proprio a lei l'insuccesso della chiacchierata. L'atteggiamento inadatto all'intervistato e al pubblico presente in sala ha riscaldato l'atmosfera, irrigidendo non solo lo stesso Zuckerberg, ma anche la platea.

Una sbirciatina delle major
Che il futuro del video sia il web, lo stanno intuendo anche le major. Paramount ha annunciato un accordo con Facebook che porta nel social network VooZoo, un'applicazione che presenta clip casuali tratti dai titoli cinematografici; ogni utente può installare il software sul proprio profilo e, ogni volta che guarda uno spezzone di un film, può acquistare il dvd corrispondente con un solo clic. Senza mettersi in gioco veramente – nessuna novità nella distribuzione dei contenuti, e neppure nei contenuti stessi – Paramount cerca semplicemente un nuovo canale di vendita per i propri dvd.

Obiettivo: Francia
Dopo le recenti localizzazioni in spagnolo (febbraio '08) e tedesco (marzo '08), Facebook parla oggi anche francese. È lo stesso Zuckerberg ad aver annunciato, durante la presentazione in Texas, la necessità di versioni in molteplici lingue, per favorire l'accesso degli utenti e la creazione di dinamiche sociali anche a livello locale. Per esempio, già in Libano Facebook viene usato come strumento di socializzazione proprio da quei ragazzi che ogni giorno sono costretti a frequentare solo scuole religiose.

NOTIZIE Lunedì 10 marzo 2008 - 12:42 (733 giorni fa)

Marina Rossi

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Argomenti trattati: Facebook, social networking

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