Atteso da tempo, è stato presentato ieri a New York Facebook Ads, il nuovo sistema di pubblicità ultra-personalizzata del celebre sito di social networking. Un banco di prova per testare le potenzialità di business della rete sociale e la tolleranza degli utenti a sistemi di marketing invasivi.
Era nell'aria ed è finalmente arrivato. Stiamo parlando del nuovo sistema di pubblicità di Facebook, il più interessante sito di social networking del momento. Un giorno dopo un analogo annuncio da parte del rivale MySpace, Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato dell'azienda, ha presentato a New York Facebook Ads, il programma che - nelle intenzioni del ventitreenne americano - dovrebbe scrivere una pagina nuova nella storia del marketing. Come? Attraverso una pubblicità personalizzata fino all'estremo grazie ai milioni di informazioni che gli utenti comunicano sul sito e ai meccanismo di passaparola amici che costituiscono l'ossatura della piattaforma.
Pagine e brand
Grazie alla prima opzione, le aziende interessate potranno mettere a punto delle proprie homepage all'interno del sito in cui, esattamente come accade nelle pagine degli utenti in carne ed ossa, siano presenti informazioni, contenuti vari e anche applicazioni contrassegnate dal marchio. Queste applicazioni possono essere inserite dagli utenti divenuti "fan" di quel marchio nelle proprie pagine personali e raccomandate così agli amici. In questo modo, ha spiegato Zuckerberg alla platea, informazioni sull'azienda saranno comunicate in modo virale a tutto il network di amici dell'utente. Questo passaparola automatico si può estendere anche alle homepage esterne delle aziende. Nel momento in cui un "fan" decida, per esempio, di effettuare un'operazione acquisto o vendita su eBay, uno dei partner di Facebook Ads, una finestra pop-up chiederà all'utente se desidera che questa informazione sia comunicata agli amici.
Statistiche su di te
Il terzo ed ultimo elemento di Facebook Ads riguarda invece l'accesso offerto alle aziende a tutti i dati e le statistiche sul comportamento degli utenti del sito in relazione al loro brand: cosa guardano, con chi parlano e quali sono le tendenze più significative che emergono all'interno del servizio. Il tutto, si è affrettato a precisare Zuckerberg, senza compromettere la privacy degli utenti.
NOTIZIE Mercoledì 07 novembre 2007 - 12:36 (862 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking, MySpace
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