Facebook e il database delle emozioni

Al World Economic Forum di Davos, Mark Zuckerberg e la sorella Randi hanno parlato del futuro del social network. Tanto marketing mirato, ma anche un "sentiment engine"...

Randi Zuckerberg - FacebookCon una certa sorpresa The Telegraph ha raccontato quale sarà la prossima mossa di Facebook: mettere a disposizione delle aziende uno dei più grandi database del mondo, in cui sono schedati oltre 150 milioni utenti. Il tutto attraverso uno strumento di "instant poll" (fino ad ora gestito solo internamente) in grado di fornire risposte estemporanee su quali sono i desideri più nascosti che attraversano le tribù del social network. Una sorta di focus-group estemporaneo, per colpire al momento giusto l'utente/consumatore: il sogno di tutte le agenzie pubblicitarie.

E noi che pensavamo che Facebook fosse solo un giochino online per inviare poke e test astrusi ai nostri amici di vecchia data. Invece, no, ha spiegato al quotidiano inglese Randi Zuckerberg, sorella del più noto Mark e "Global Market Director" di Facebook: "La maggior parte dei nostri utenti non sono studenti del college che parlano delle loro cose nelle camerette. Siamo una community matura, con tanti adulti che discutono di temi seri". Questo perché, all'ultimo World Economic Forum di Davos il fratello Mark ha intrattenuto la platea dimostrando come la sua creatura sia utilizzata per condividere pareri sui temi più caldi del momento, dalla guerra a Gaza alla politica economica di Barack Obama. Se il più esposto Mark si è limitato a questi esempi, la sorella Randi non si è lasciata sfuggire l'occasione per strizzare l'occhio al mondo del marketing: "Ci sono tante persone che ci dicono 'tutto ciò potrebbe essere fantastico per il nostro business'. Ci vuole troppo tempo per fare un focus group, e le aziende non possono sempre permettersi il lusso del tempo".

Come dire, le AdWords di Google sono ormai preistoria, siamo noi la piattaforma pubblicitaria del futuro. A parte il Telegraph, nessuno ha mai nutrito dubbi su quali fossero le reali potenzialità di Facebook. Stephan Baker ha approfondito bene la questione nel suo ultimo volume "The Numerati", in cui parla di una nuova intellighenzia digitale, composta da ingegneri e informatici specializzati nel raccogliere informazioni da ogni nostro piccolo click. Tutto ciò su Facebook è davvero un gioco da ragazzi: il grosso del lavoro lo fanno gli utenti stessi che aggiornano in tempo reale il proprio profilo. E, così, facile aspettarsi che in futuro appena il nostro status passerà da "In relationship" a "Single", saremo subito contattati da un'agenzia di dating online. Per non parlare delle possibili applicazioni (e manipolazioni) durante le campagne elettorali.

Ma tutto ciò era in gran parte prevedibile. Semmai ciò che l'articolo del Telegraph non sottolinea a sufficienza è un altro aspetto della questione. Che ha invece ben raccontato sul suo blog Robert Scoble, dove ha riportato una chiacchierata informale con Mark Zuckerberg tra le strade di Davos. Lontano dalla platea di economisti e politici di grido, il fondatore di Facebook ha parlato di Facebook come un "sentiment engine", in grado di fiutare in maniera estemporanea l'aria che tira tra gli utenti (chi è felice, chi ha avuto una brutta giornata, chi è stato appena mollato dalla ragazza). Durante la passeggiata Mark ha anche parlato della possibilità di aggregare in pochi secondi tutte le reazioni ad una cattiva notizia (ad esempio il crollo della Borsa) e generare un indice di quelle belle e brutte. E lo stesso vale per altri ambiti (lancio di un prodotto, reazioni ad una manovra politica). Una sorta di modellizzazione matematica dell'umanità (come dice Giuseppe Granieri), che potrebbe andare ben oltre il lavoro fatto da Google (che ragiona ancora in termini di pagine e documenti).

Nel frattempo provate l'applicativo Lexicon: basta inserire una parola chiave (come "happy" o "obama") per sapere quante volte viene citata. Un assaggio molto primitivo di quello che potrebbe diventare Facebook in futuro.

INVECE Martedì 03 febbraio 2009 - 10:36 (371 giorni fa)

Nicola Bruno

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Argomenti trattati: Facebook, social networking, search engine

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