L’Italia e altre otto nazioni da oggi hanno una versione locale di YouTube. È il primo passo verso una differenziazione più profonda, che aiuti a sviluppare accordi commerciali e pubblicitari più adeguati alle esigenze nazionali.
TuTubi, TuTrasmetti, TuTv? La traduzione in italiano di YouTube, il popolare servizio acquistato da Google per mettere online video creati dagli utenti e non solo, è praticamente impossibile. Più facile, ma oneroso, è predisporre una versione italiana del sito. È quel che è avvenuto proprio oggi a Parigi, dove i fondatori di YouTube Chad Hurley e Steve Chen hanno annunciato l'apertura del sito anche in lingua italiana.
Il brand "YouTube" ovviamente non è stato tradotto, ma tutte le indicazioni per caricare video, condividerli, iscriversi, i consigli per creare video di qualità, o lasciare commenti e votare, sono ora disponibili anche in versione nostrana, all'indirizzo http://it.youtube.com/. E oltre all'italiano, sono altri otto i paesi in cui YouTube è comparso: Gran Bretagna, Francia, Brasile, Irlanda, Giappone, Olanda, Polonia, Spagna.
La scelta era dovuta, perché YouTube, nonostante le origini statunitensi (la sua sede è a San Bruno, California), deve i suoi 200 milioni di video visti al giorno soprattutto a utenti che provengono da fuori dei confini Usa. Per i contatti pubblicitari e per fidelizzare gli utenti dunque il passaggio doveva avvenire. Si tratta comunque solo di un primo passo verso l'apertura di veri siti locali, strutturati e gestiti direttamente dal Paese prescelto, sicuramente dalla sede Google già presente localmente. E YouTube non nasconde che le prime nove nazioni presto verranno affiancate da molte altre. In questi casi, tutti gli accordi commerciali già siglati (e quelli che verranno) con i gruppi editoriali, i fornitori di contenuti, le società italiane, francesi, brasiliane, saranno gestiti in loco: un business che, stando ai numeri degli analisti, non potrà che crescere, su web e anche su cellulari, dal prossimo anno.
Se per fini commerciali e pubblicitari la scelta era attesa, lo era anche rispetto agli avversari: solo la settimana scorsa Flickr, il sito di condivisione di foto dell'avversario Yahoo!, aveva annunciato una versione in italiano e in altre sei lingue. E qualche giorno prima anche MySpace, della scuderia News Corp. di Murdoch, aveva lanciato un sito tutto italiano.
NOTIZIE Martedì 19 giugno 2007 - 17:00 (1172 giorni fa)
Argomenti trattati: YouTube, video online, user generated content
Pagina 1 di 1





In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....
Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...
Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...
Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...
Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.
Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...