Basta posizionare il sensore nel terreno e collegarsi alla rete per controllare lo stato di salute del proprio giardino. Una proposta di PlantSense che porta i fiori dentro l'internet delle cose, dando una voce a chi non ce l'ha.
Metti una connessione in giardino, e le piante ti ringrazieranno. Ad aiutare tutti i geek con il pollice verde arriva PlantSense, un'azienda che offre un sistema per monitorare le necessità delle piante. L'obiettivo è semplice: seguire a distanza i fabbisogni del giardino per intervenire puntualmente solo quando è veramente necessario. Si tratta dell'ennesimo gadget tecnologico che porta la rete fuori dal computer, contribuendo, seppur in piccola parte, a costruire l'internet delle cose.
Basta inserire il sensore nel terreno, vicino alla pianta preferita o nel vaso di fiori sul terrazzo, e attendere 24 ore prima di guardare la vita dalla prospettiva vegetale. Utilizzando il ricevitore, una chiavetta Usb a forma di fiore, è possibile entrare nella sezione privata del sito web, in cui viene visualizzato lo stato di salute della pianta, la diagnosi degli eventuali sintomi e le eventuali cure suggerite dal sito. Oltre ai suggerimenti su misura, infatti, il sito vanta una biblioteca virtuale in cui è possibile approfondire le proprie conoscenze del regno vegetale. Il servizio, perfettamente integrato tra mondo fisico e mondo digitale, è attualmente in beta privata ma è possibile richiedere l'invito e prenotare i primi account disponibili a partire dal lancio ufficiale, atteso per i prossimi mesi.
L'interesse per questo nuovo tipo di servizi, in grado di integrare web e oggetti, attira anche gli investitori; proprio in questi giorni, infatti, PlantSense ha ottenuto il primo round di finanziamenti da Gabriel Ventures e da business angel, per un totale di 3,5 milioni di dollari. «Il nostro problema più grande – dichiara Matthew Glenn Ceo e fondatore di PlantSense – è che non esiste nulla di simile a noi sul mercato e dobbiamo istruire i nostri clienti». In parte è vero: non esistono prodotti così integrati che aiutano il pollice verde dell'utente finale. È anche vero che i più esperti hanno già iniziato a creare autonomamente sistemi di controllo delle piante, collegando sensori a componenti di open hardware come Arduino e programmandone il funzionamento; il caso più noto è quello di un gruppo di utenti che hanno trasformato il segnale in un messaggio su Twitter, facendo così parlare la pianta in prima persona ogni volta che aveva sete.
Si tratta di piccoli passi verso un mondo fatto di blogject (o blobject come scriveva il visionario Bruce Sterling già nel 2004), cioè oggetti in grado di "bloggare", di comunicare con persone e cose e di agire di conseguenza. Il prossimo obiettivo è quello di ottenere una pianta che, oltre ad avere la cartella clinica online, possa automaticamente assumere la giusta quantità di acqua o di pesticidi, eliminando il superfluo intervento umano.
NOTIZIE Lunedì 16 giugno 2008 - 13:31 (809 giorni fa)
Argomenti trattati: gadget, internet
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