BarCamp Torino, lavorare nella conoscenza

Si è conclusa la due giorni torinese dedicata al web e ai blog. Tra nuovi volti e soliti noti, si fanno spazio idee e consapevolezze. La categoria del blogger sfuma i propri confini, mentre un'altra categoria è in cerca di identità: sono i lavoratori della conoscenza.

Il logo del BarCamp di TorinoIl terzo BarCamp di Torino ha toccato i temi trasversali della tecnologia, dall'amore in rete al lavoro atipico. Meno spazio, dunque, agli argomenti più tecnici e di nicchia, in favore di una alfabetizzazione e di una discussione circolare. Intanto, in questo 2008 in cui è capitale del design, Torino prosegue nell'organizzazione di eventi; alle porte Share, il Festival di arte e cultura digitale che si terrà nel capoluogo dall'11 al 16 marzo.

Caratterizzato rigorosamente da un'organizzazione spontanea dei talk, il BarCamp di Torino ha dato voce ai numerosi blogger presenti. Il traino del WebDays si è sentito e ha attirato un pubblico non specialistico; donne, bambini e anziani hanno occupato le sale del Circolo dei Lettori, posando uno sguardo nuovo sulle tecnologie informatiche. Come viene visto il blog da una bambina di undici anni, per esempio? Un luogo di comunicazione e di sfogo che, però, è troppo lento. Il mondo per le nuove generazioni offre già degli strumenti più veloci del diario online che, proprio per questo motivo, non affascina più. Si assiste oggi a una decentralizzazione: il blog perde il ruolo centrale e viene affiancato sempre più spesso da altre piattaforme, web e non solo.

Non sono mancate strategie per il marketing e la promozione d'azienda. Strategie che, sempre più spesso, passano dai blog, da YouTube (come il recente film Rec, prossimamente in uscita anche nelle sale italiane), da MySpace o Facebook. Alcuni interventi hanno spiegato quali sono le attuali iniziative che coinvolgono la rete e i blog: per avere un feedback su un prodotto, è utile misurare il passaparola che si diffonde online e isolare i giudizi più interessanti, ma non solo. Per un'azienda, la rete è fatta di potenziali clienti dotati di parola; ecco che le aziende provano a instaurare un dialogo con le persone, che però non va sempre a buon fine. Tra gli esempi più recenti, spicca Audi che – oltre ad avere inaugurato un blog – inviterà una selezione di blogger a partecipare al Blog Driver Day del prossimo aprile, manifestazione promozionale con prova su strada.

Al di là degli interventi divulgativi, c'è anche spazio per iniziative. «È il caso di lavorare su proposte pratiche e sulla costruzione della coscienza di come esista una intera generazione di persone con esigenze e problemi simili, attualmente invisibili e non considerati dalla politica», scrive sul blog Vittorio Bertola, professionista del settore informatico, protagonista di un intervento sul precariato. Anche dal pubblico si alzano voci di approvazione. Oggi, i lavoratori della conoscenza sono atipici, non riconosciuti dallo stato e dai fornitori di credito. Molti professionisti dichiarano che, anche a fronte di guadagni elevati, non è facile essere riconosciuti dallo stato come categoria, con la conseguenza di non riuscire ad accedere a prestiti, affitti e facilitazioni economiche; in questi casi è sempre richiesta la figura di un garante. Sarebbe perciò auspicabile una piattaforma – tecnica e culturale – comune, per riconoscere la categoria degli atipici con (o senza) partita Iva, e per promuovere lo sviluppo in Italia. Lanciata l'idea, ora si aspettano i primi risultati.

NOTIZIE Lunedì 25 febbraio 2008 - 16:59 (921 giorni fa)

Marina Rossi

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