L’appuntamento è questa sera alle ore 18.30 (19.30 per l'Italia), per discutere e riflettere di un problema sempre più critico: la mancanza di libertà d’espressione che sta colpendo la rete. E che rischia di trasformarla in qualcosa di molto diverso dalla sua forma originaria.

La conferenza, organizzata da Amnesty International e dal giornale The Observer per combattere la censura in rete, sarà trasmessa in Webcast e ha un titolo molto esplicito: Some People Think the Internet is a Bad Thing: The Struggle for Freedom of Expression in Cyberspace. Grandi personalità e gente comune, tutti invitati intorno allo stesso tavolo a parlare di libertà negata e auspicata e di come proprio il web stia diventando catalizzatore di iniziative che mirano a spegnere la libera espressione.
L'evento segna il primo anniversario di irrepressible.info, la campagna di Amnesty dedicata alla repressione su internet, e vedrà la partecipazione di Jimmy Wales e altre personalità del mondo virtuale e non, tra cui anche Martha Lane Fox di lastminute.com, Ron Deibert di OpenNet Initiative e Kevin Anderson di The Guardian.
Tim Hancock, direttore della campagna di Amnesty International contro la censura, fa notare con preoccupazione come il modello cinese, che sollecita la crescita economica ma non quella delle idee, si stia imponendo nel mondo. Sono tante le nazioni in cui questa filosofia di falsa crescita sta facendo proseliti, dall'Egitto alla Siria, dall'Uzbekistan al Vietnam, per finire con la Tunisia, l'Iran e l'Arabia Saudita. I dittatori del terzo millennio temono internet e per paura della libera circolazione delle idee controllano le chat room, filtrano i risultati dei motori di ricerca, chiudono i blog e spediscono in prigione persone colpevoli di aver condiviso informazioni online. Stasera si parlerà di censura senza censura, a livello globale e interattivo, senza risparmiare accuse a tutti coloro che anche inconsapevolmente si stanno rendendo complici di questo clima repressivo, a cominciare da Google, Yahoo e Microsoft.
Nel corso del dibattito verranno resi pubblici i risultati di uno studio a cura dell'OpenNet Initiative, in collaborazione con le università di Cambridge, Oxford, Harvard e Toronto, che mostra un incremento preoccupante delle politiche liberticide sul web. Il dibattito sarà moderato da Clark Boyd, giornalista della Bbc, che dedica all'iniziativa un ricco articolo.
NOTIZIE Mercoledì 06 giugno 2007 - 13:26 (1185 giorni fa)
Argomenti trattati: censura, libertà, internet, analisi
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