In Svezia lo scorso anno le associazioni di tutela dei minori hanno dovuto gestire quasi 2000 casi legati a internet: sono sempre di più i bambini che chiedono aiuto perché preoccupati per il comportamento dei propri genitori davanti al computer.
La rivoluzione di internet prosegue: il web, che nell'arco di una decina d'anni ha già parecchio modificato il nostro stile di vita, continua a influenzare la società, a volte in modo destabilizzante. Capita ad esempio che il ruolo di genitori e figli si inverta, come è successo in Svezia dove i bambini chiedono aiuto alle associazioni perché preoccupati per le (cattive) abitudini online di mamma e papà.
Nel paese scandinavo lo scorso anno l'organizzazione per la tutela dei minori Children's Rights in Society (Barnens Rätt i Samhället - BRIS) ha avuto a che fare con quasi 1900 casi in qualche modo legati alla rete. Il boom di episodi di questo tipo ha sollecitato indagini più approfondite ed è risultato che circa 100 tra i bambini che si erano rivolti all'associazione erano turbati dal comportamento dei genitori su internet. In particolare le situazioni più ricorrenti riguardano i padri scoperti a visitare siti pornografici o a flirtare in chat.
Secondo la ricerca i ragazzi scoprono per caso, a volte spinti da curiosità, le conversazioni via chat rimaste in memoria sul pc o sul sito attraverso cui il genitore si connette alla rete. Probabilmente i genitori, non avendo abbastanza conoscenze né dimestichezza col mezzo di comunicazione, non si rendono conto di lasciare informazioni così riservate e sconvenienti a portata dei figli. Così, quando i piccoli curiosi loro malgrado vengono a conoscenza di tradimenti e abitudini poco edificanti riguardanti uno dei genitori, oltre a rimanere ovviamente turbati si trovano anche di fronte a una difficile decisione: far finta di niente o confessare tutto, mettendo a rischio la stabilità della famiglia?
Vengono anche documentate situazioni meno complicate, in cui i bambini si sentivano trascurati da padri e madri con cui non hanno più dialogo, che preferiscono vivere una vita virtuale sul web piuttosto che passare del tempo con la propria famiglia reale. Anche alla luce di questa preoccupante indagine svedese la dipendenza da internet sembra sempre più simile a una dipendenza patologica grave, verso cui in un prossimo futuro dovranno essere presi provvedimenti più adeguati, soprattutto per tutelare i minori da esperienze come quelle osservate in Svezia.
NOTIZIE Giovedì 26 giugno 2008 - 13:10 (799 giorni fa)
Argomenti trattati: internet, ricerca
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