A scuola di giornalismo su Second Life

Grazie a un'iniziativa di Apogeonline e UnAcademy nasce in Second Life un laboratorio pratico di giornalismo online. Lo scopo è provare a raccontare qualcosa del mestiere e aprire le porte della redazione reale agli aspiranti reporter.

Diventare giornalista per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro così come è oggi è quasi impossibile. Barriere economiche, praticantati miraggio, burocrazia che non aiuta, anzi ostacola. Come se non bastasse, spesso manca una piattaforma di lancio per farsi notare. Apogeonline, con la collaborazione di UnAcademy (accademia che ama definisi non convenzionale e che si occupa di cultura digitale), ha pensato di indicare una strada: l'idea è che le redazioni dovrebbero essere laboratori in cui imparare il mestiere. Oggi non solo perdono il loro ruolo di scambio e apprendimento per i ritmi che vi si tengono, ma anche, per chi si affaccia al mestiere, sono spesso irraggiungibili. Ecco perché Sergio Maistrello, coordinatore editoriale di Apogeonline, ha pensato con Giuseppe Granieri di spostare la propria redazione, per 4 appuntamenti, in Second Life, creando così ApoLab. L'occasione è quella di un corso di giornalismo, intenzionalmente molto pratico e poco teorico.

Il guaio è che ci si incontra poco e di rado. Racconta Maistrello, «gli spazi per comunicare oggi sono minimi e forse gli ambienti in 3D sono un buon luogo per sperimentare. Non abbiamo la pretesa di dar vita a una vera e propria scuola professionale ma l'aspirazione di insegnare qualcosa di pratico in un mestiere che si impara davvero solo quando qualcuno mette mano al tuo pezzo e con la matita rossa ti fa vedere che cosa non va e ti suggerisce come modificare una frase, come abbreviarla, come farla scorrere meglio».

Apogeonline non ha voluto mettere in piedi uno spazio virtuale giusto per far notare la propria presenza in questo nuovo medium che è Second Life. «Ci siamo riproposti di fare qualcosa di più, di riconsiderare quello che il secondo mondo può offire, di capirlo meglio e proporci di sfruttarlo davvero». Così è nato ApoLab, che è anche un divertimento: «Intanto abbiamo lanciato un sassolino, poi vediamo che cosa succede».

Quando VisionPost ha chiesto com'è andata la prima giornata di presentazione, la voce è stata titubante: «Diciamo bene, ma devo sgridare i primi alunni, sono arrivati pochi articoli. I compiti a casa non tutti li hanno fatti!». Intanto però proprio oggi è finito in hompage il primo lavoro uscito dal laboratorio in tre dimensioni: si parla di weblin, un plugin da applicare al browser grazie a cui la visita a un sito diventa occasione di socializzazione con gli altri presenti. I temi sono stati liberi: questo consente a ognuno di approfondire le proprie competenze e di provare a cooperare con la rivista online, che ha tutte le intenzioni di trarre da questa esperienza qualche valido collaboratore. Amanti della scrittura e di Second Life, siete ancora in tempo per partecipare: il secondo appuntamento è questa sera alle 21.30 alla UnAcademy.

NOTIZIE Giovedì 15 maggio 2008 - 12:56 (668 giorni fa)

Serena Patierno

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Argomenti trattati: giornalismo, Second Life

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